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Anche l’agricoltura punta forte sulla blockchain

Da sempre, una delle principali eccellenze italiane è sempre stata quella dell’agricoltura: da decine di anni, infatti, il Prodotto Interno Lordo italiano è fortemente condizionato dal settore primario. Coltivazione e commercio agricolo sono due punti cardine dell’economia di stato, nonché due fiori all’occhiello in cui la nostra cultura si identifica.

Tuttavia, l’emergenza covid non ha risparmiato il nostro prezioso primo settore, che tuttavia si è già organizzato e sta tentando di ripartire con molta velocità.

Coldiretti, infatti, sta promuovendo una serie di incontri per illustrare come la tecnologia possa aiutare l’agricoltura a ripartire: tra le varie opportunità, suggerisce caldamente l’utilizzo della blockchain.

Che cos’è la Coldiretti?

La Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) è la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana.

Fondata nel 1944, è l'ente di riferimento generalizzato per tutto il settore primario nel nostro paese. Per questo motivo,

È considerata un'organizzazione con stabile influenza sulle politiche dei governi italiani nei decenni in materie come la tassazione degli agricoltori e la regolamentazione di produzione e distribuzione anche all'estero.

L’agroalimentare 4.0

Per reagire prontamente all’emergenza covid, Coldiretti (in collaborazione con l’azienda quotata in borsa Bonifiche Ferraresi e con l’associazione Filiera Italia) ha promosso, sin dagli ultimi giorni di maggio 2020, un forum online dedicato all’agroalimentare 4.0, dal titolo “Innovation Day” illustrando le possibili contromisure sia per reagire alla crisi in atto sia per favorire l’ammodernamento delle numerosissime aziende agricole italiane.

L'agricoltura 4.0 di precisione vale oltre 450 milioni di euro ed entro due anni mira a coinvolgere il 10% della superficie coltivata in Italia con lo sviluppo di applicazioni sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti: si va appunto dall'ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell'uso di acqua e del consumo di carburanti. Gli investimenti in nuove tecnologie nel settore agricolo sono cresciuti del 22% in un anno e secondo un'analisi dell'Osservatorio Smartagrifood di Coldiretti si concentrano in particolare sui sistemi di monitoraggio e controllo delle produzioni (49%), sulle attrezzature e software gestionali (34%) e sulle tecnologie di mappatura delle superfici e la raccolta di dati per il supporto alle decisioni (14%). In una parola, big data.

Prandini (Presidente Coldiretti): “Primi per tecnologie”

Sono emblematiche in questo senso le parole del presidente Ettore Prandini: “Per pensare al nostro futuro e dare grandi opportunità ai nostri imprenditori oggi diventa ancor più fondamentale sostenere gli investimenti sull’innovazione annunciati dal Governo e che noi abbiamo chiesto che vengano riprodotti anche nei prossimi anni per far sì che la nostra agricoltura, già leader mondiale per qualità ed eccellenze, lo diventi anche in termini di tecnologia. Lo potremo fare grazie anche al grande rapporto con bonifiche Ferraresi, alla piattaforma di Demetra sul portale del socio Coldiretti, al coinvolgimento di realtà come ad esempio il Gruppo Leonardo per quanto riguarda il tema dell'utilizzo dei satelliti, alla blockchain e all’agricoltura di precisione 4.0”.

Blockchain agricoltura
Blockchain agricoltura

La blockchain nell’agricoltura

Scendendo un po’ più nello specifico, per quanto riguarda la blockchain applicata all’agricoltura, scopriamo che vi è un progetto ben preciso per utilizzare, con uno scopo strategico, il nostro amato registro digitale:

“la piattaforma garantirà la tracciabilità dei prodotti agricoli lungo tutta la filiera e il rispetto di tutti i requisiti previsti con forti benefici in termini di sicurezza, efficienza e automazione delle transazioni interaziendali”, spiega Coldiretti. Inaugurando un caso studio effettivamente notevole: la blockchain, grazie a registri informatici distribuiti e concatenati, fornirà appunto la garanzia che frutta e verdura provengano da cooperative che rispettano gli standard etici richiesti.

Siamo certi che questo potrà essere un ulteriore indicatore che potrà facilitare lo sviluppo e lo sdoganamento della blockchain in Italia.