Home Ultime Notizie Arizona: il Partito Repubblicano vota su Blockchain

Arizona: il Partito Repubblicano vota su Blockchain

In un’epoca nella quale il mondo risulta ancora sconvolto dalla crisi sanitaria generata dall’emergenza coronavirus, si deve comunque cercare di guardare in avanti e prepararsi a vivere il futuro imminente, che dovrà essere –per forza di cose- soggetto a qualche cambiamento.
Negli Stati Uniti, ad esempio, il 2020 (più precisamente il mese di novembre) coincide con l’appuntamento più atteso dagli appassionati di politica: le elezioni presidenziali.
In queste settimane, logicamente, molti si stanno interrogando se e come svolgere le elezioni qualora l’emergenza non fosse terminata. Vero è che, da qui a novembre, passano ancora molti mesi e quindi si spera che il Covid risulti sconfitto.

Durante la convention dei repubblicani in Arizona, però, vi è stata l'introduzione di un'opzione che potrebbe tornare utile a novembre: il voto su blockchain.


In che cosa consiste la convention dei repubblicani?

Ci sono appuntamenti elettorali, però, che non possono attendere: in Arizona, lo scorso weekend, si sarebbe dovuto svolgere la convention del Partito Repubblicano.
La convention del Partito Repubblicano è l’evento nel corso del quale i membri del partito selezionano i candidati per le elezioni statali o presidenziali, a pochi mesi dagli appuntamenti elettorali.
Ovviamente, data la situazione, non è stato possibile effettuarla; tramite l’azienda Voatz, però, si è giunti ad una soluzione che ha accontentato tutti, ovvero quella di effettuare un meeting complessivo in streaming, coronato da delle votazioni via blockchain.


Il voto su blockchain


Il 9 maggio, data del meeting online, sono stati espressi oltre 1.100 voti, suddivisi equamente tra i delegati che utilizzano iPhone e Android.
In seguito, l’azienda Voatz di Boston ha confermato “l'uso riuscito della loro app di voto alla convention virtuale del Partito Repubblicano dello Stato dell'Arizona”. La convention è stata la prima nel suo genere a utilizzare lo streaming virtuale, ma soprattutto per Voatz l’esperimento appare riuscito, ovvero quello di proporre una piattaforma di voto basata su blockchain.

voto blockchain


Il precedente dello Utah


Del resto, Voatz è stato usato con successo nelle convention repubblicane dello Utah dello scorso anno, quando non vi era alcuna emergenza, ottenendo oltre 7000 voti via app.
Con piena soddisfazione: l'app infatti utilizza dati biometrici e una blockchain autorizzata per proteggere le identità degli utenti e i dati di voto.
Questo è un momento critico per la nostra democrazia e dobbiamo assicurarci di avere alternative sicure al voto di persona “, ha dichiarato Nimit Sawhney, cofondatore e CEO di Voatz.

La sicurezza del voto in blockchain

Più di una volta è stato evocato l’utilizzo della blockchain nell’ambito delle votazioni di carattere politico.
Proprio questa tecnologia, infatti, sarebbe in grado di garantire il massimo di sicurezza nei processi elettorali, grazie alla capacità di certificare i dati contenuti al suo interno.
Se ne era parlato molto in occasione delle primarie del partito democratico tese ad individuare il candidato da opporre a Donald Trump nelle prossime presidenziali.
In particolare l’associazione Follow My Vote aveva lanciato una campagna tesa alla creazione di un software in grado di sfruttare la blockchain di EOS onde consentire alle persone non solo di votare i propri candidati, ma anche di permettere di cambiare il relativo voto.
E’ stato pero il partito dell’attuale Presidente a precedere tutti, promuovendo la blockchain nel corso delle sue convention.

Chissà se, a novembre 2020, la blockchain verrà chiamata in causa per le elezioni presidenziali: da un lato non ce lo auguriamo (vorrebbe dire che il covid sarebbe ancora un pericolo), dall’altro sarebbe lo sdoganamento totale di una tecnologia ormai pronta per un impiego massiccio.