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Bitcoin su del 70% dall’inizio della crisi Coronavirus

Uno degli indicatori principali che certificano lo stato di salute della finanza mondiale è senza dubbio il Dow Jones di Wall Street: esso è infatti l’indice azionario più noto tra tutti, ed è estremamente rilevante nella politica monetaria planetaria, dal momento che è composto dal computo dell' andamento azionario delle aziende americane più importanti (come, ad esempio, Coca Cola, Intel, Nike, McDonald’s, Microsoft, Disney e molte altre ancora).

Come tutti gli indicatori mondiali, anche il Dow Jones non ha passato indenne la crisi Coronavirus, dal momento che ha sofferto il proprio peggior primo trimestre della storia. Il maggior indice di riferimento al mondo è calato del 23% dall’inizio dell’anno, segnando la peggior perdita in 124 anni di storia.

Sulla scia del Dow Jones, peraltro, sono calati a ruota gli altri mercati a cui il mondo finanziario fa riferimento, come ad esempio il NASDAQ, lo Standard & Poor o l'MSCI: per ognuno di essi, in settimana, perdite particolarmente rilevanti.

Dow Jones Bitcoin marzo

L’indice è precipitato nella settimana tra il 30 marzo e il 5 aprile, quando Trump ha annunciato che gli Stati Uniti presumibilmente dovranno affrontare un elevato numero di perdite, calcolabile tra le 100 e le 200 mila unità. Ciò che è più sbalorditivo, a fronte del precipizio in cui si è infilato il Dow Jones (trascinandosi dietro l’economia mondiale) è la corrispondente ascesa , nella stessa settimana, del valore di Bitcoin, che ha toccato il picco di $ 7088 .

Con questo repentino guadagno, peraltro, BTC ha recuperato buona parte delle perdite patite quando, a metà marzo, precipitò da quota  $ 9000 a $ 4200, a conferma del fatto che la più famosa delle criptovalute è uno strumento ad elevatissima volatilità.

Bitcoin marzo

E le notizie, per gli amanti del mondo cripto, non sono finite qui: ha recuperato tutta la perdita anche il trading dei Futures su Bitcoin, dal momento che nella giornata di venerdì questi hanno raggiunto una capitalizzazione record di 347 milioni di dollari.

La domanda che tutti si pongono, in questo momento, è se Bitcoin continuerà a fungere da “bene rifugio” durante la crisi correlata al Corona virus, o se seguirà i mercati globali (come accaduto a metà marzo).

Abbiamo già visto come Trump abbia annunciato energici provvedimenti per l’ economia americana, appoggiato dal senato e dalle banche, e che quindi le previsioni oscillano dalla fiducia per una pronta ripresa (data l’enorme liquidità immessa) al timore per una possibile spinta inflazionistica.

Di certo, qualora Bitcoin (e sulla sua scia, il mercato delle criptovalute più in generale) dovesse avere un rendimento opposto rispetto ai mercati azionari, potrebbe rappresentare un’ottima occasione di investimento.

Altamente rischiosa, ma potenzialmente molto remunerativa.