Cosa comporterebbe per Bitcoin un secondo lockdown?

L’impatto della pandemia da coronavirus sull'economia globale è stato monumentale, spingendo sia gli Stati Uniti che il Regno Unito in recessione. Ondate di COVID-19 si sono fatte sentire anche in Francia e Spagna, mentre la Nuova Zelanda, che aveva ottenuto un plauso dalla comunità internazionale per la sua gestione del virus, è stata costretta a rimettere in lockdown la sua città più grande, Auckland.

In questo scenario di incertezza economica, il prezzo del Bitcoin ha fluttuato inizialmente scendendo in accoppiata con il mercato azionario, per poi riprendersime raggiungere i massimi da inizio anno. Che impatto hanno avuto dunque le convulsioni indotte da COVID19 su Bitcoin? E come se la caverà la criptovaluta qualora affrontasse una seconda ondata di blocchi e debito?

Le ipotesi degli esperti

Per alcuni, l'impatto su Bitcoin si basa esclusivamente sulle risposte politiche che i governi azionerebbero in caso di “seconde ondate”.

Secondo Raoul Pal, economista e fondatore della piattaforma di analisi finanziaria Real Vision, qualsiasi ulteriore rallentamento dell'attività economica causato da un picco di COVID aumenterebbe la probabilità di stimoli economici, il che a sua volta aumenterebbe le ragioni di trend rialzista per Bitcoin.

Abbiamo già assistito come i 3 trilioni di dollari iniettati nell'economia statunitense non siano stati sufficienti ed ulteriori trilioni siano già in cantiere nelle strategie che i governi in carica porranno in essere per bilanciare gli effetti del lockdown.

Contromisure già adottate

A marzo, i governi globali si sono sforzati di tenere sotto controllo il coronavirus attraverso divieti di spostamento e blocchi in tutte le città. Se è anche vero che così facendo molti paesi sono riusciti a scongiurare “il peggio del virus”, è altrettanto vero che ne è scaturita un’ulteriore e diversa crisi, relativa ai mercati finanziari.

Ne è derivato che gli investitori hanno ridotto ogni esposizione al rischio, facendo letteralmente precipitare il valore delle azioni delle società quotate al loro livello più basso dalla Grande Recessione del ‘29. Cedendo al rischio sistemico, sia l'oro che il Bitcoin sono pressoché assieme crollati in egual misura.

Ad oggi, i casi COVID si stanno riacutizzando nuovamente negli Stati Uniti. Secondo l' analisi del Wall Street Journal dei dati della John Hopkins University, la media dei nuovi casi settimanali sarebbe passata dai circa 20.000 di inizio di giugno ad una media di 65.000 nuovi casi a settimana dello scorso luglio.

Mentre il presidente degli Stati Uniti Trump sostiene che l’aumento dei casi sia il diretto risultato di un aumento dei test, secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, i casi stanno aumentando in modo incrementale in tutto il mondo.

Un lockdown deve destare preoccupazione per gli investitori di criptovaluta?

Daniel Lagasi, portfolio manager di VL Capital Management, prevede un “rapido declino” di Bitcoin in caso di seconda ondata, che costringerebbe i paesi a riapplicare nuovi lockdown. 

Tuttavia, secondo Thomas Kuhn, CFA e analista macro globale di Quantum Economics, con le variabili oggi identificate, è improbabile che una seconda ondata colpisca duramente come ha già fatto la prima.

“Il virus inizialmente era stato un perfetto spauracchio, un rischio totalmente sconosciuto e non quantificabile che creava paura e isteria significative”, ha spiegato Kuhn. “Da allora siamo riusciti a contestualizzare il virus, abbiamo dati di gran lunga più dettagliati ed un forte incremento delle risposte di politica sanitaria ed economica globali”.

Al contempo, il noto detrattore di Bitcoin David Gerard, sostiene che un altro crollo delle criptovalute dovuto ad eventuali lockdown sia probabile, data la risposta debole mostrata dal settore durante la prima volta.  

“Quando la lunga corsa rialzista sulle azioni si è conclusa, tutti hanno venduto tutto e sono volati verso l'asset di ultima istanza, che si è rivelato essere il dollaro USA”, ha detto Gerard “A nessuno importava di Bitcoin come risorsa rifugio”.

Per Pal, tuttavia, il rischio più grande per l'economia è l'insolvenza, poiché “società altamente indebitate” o con costi operativi elevati, iniziano a fallire nel bel mezzo di crescite “lente”. In effetti, con le grandi imprese che prosperano grazie a stimoli di sostegno e salvataggi governativi, staccare la spina potrebbe comportare conseguenze catastrofiche per l'economia. 

Diversi dei principali indici europei hanno raggiunto i massimi quadrimestrali a luglio, quando i leader dell'UE hanno firmato un pacchetto di aiuti per il coronavirus da 750 miliardi di euro. Nel frattempo, negli Stati Uniti, l'S&P500 ed il Dow Jones aumentavano di quasi il 50% ciascuno rispetto al crollo di marzo. 

Secondo il venture capitalist Tim Draper, gran parte del pacchetto di stimoli ha portato alcuni nuovi investitori individuali nei mercati, “le persone comprano azioni, anche se quelle azioni corrispondono a società che non guadagnano abbastanza soldi per giustificare i i relativi prezzi. Quando le persone si rendono conto che il loro governo sta stampando denaro per tirarle fuori dalla crisi che hanno creato quando hanno chiuso l'economia, si renderanno altresì conto che il loro denaro vale meno giorno dopo giorno”, ha aggiunto Draper. 

Tim Draper

L’impatto degli stimoli economici su Bitcoin

Mentre lo stimolo rafforza i mercati azionari, secondo gli esperti sta anche fortificando Bitcoin, anche se non nello stesso modo.

Secondo il professor Andros Gregoriou, inventore della piattaforma di valutazione delle criptovalute Evai.io e professore di finanza all'Università di Brighton, Bitcoin sta finalmente mettendo alla prova il suo coraggio in un terreno di prova ideale.

“I governi che stampano denaro a volontà essenzialmente svalutano il denaro. Con un'offerta fissa e una maggiore domanda, non puoi ignorare l'attrattiva delle risorse di criptovaluta in questi tempi senza precedenti”. 

Il dollaro USA, che durante i lockdown è scivolato al minimo di due anni dopo che la Fed statunitense ha ribadito la sua posizione accomodante, è attualmente in uno stato di cambiamento. Rimbalzando un po’ dal suo minimo di luglio, il biglietto verde sembra essere diventato uno yo-yo sia sui negoziati di stimolo che sulle tensioni commerciali Cina-USA. 

Indipendentemente da ciò, è di pressochè unanime consenso che un eventuale allentamento potrebbe suonare campane a morto sia per il dollaro che per l'economia globale in generale. 

Durante i periodi di inflazione, le persone trattano la loro valuta come una patata bollente, eliminandola il più rapidamente possibile. Questo fa si che una valuta come Bitcoin, che mantiene il suo valore, anzi lo aumenta, sarà molto interessante da usare, acquistare, mantenere e negoziare nel prossimo futuro.

L'emittente e appassionato di Bitcoin Max Keizer ha schiettamente dichiarato che: “La perdita di fiducia nel dollaro dà a BTC una spinta ancora maggiore. Il principale driver di Bitcoin, come per l'oro, è proprio la debolezza dell'USD. Nella misura in cui una seconda ondata indebolirà il dollaro, BTC e l'oro ne trarranno beneficio”.

Una seconda ondata di investitori istituzionali e retail

Una nuova esplosione di liquidità stimolata dai mercati azionari ha spinto gli investitori al dettaglio ad assumersi un rischio maggiore. Con l'esplosione di Bitcoin, potrebbe diventare un punto focale per gli investitori al dettaglio a causa dell'elevata volatilità, che nel tempo è stata fortemente sbilanciata verso un rialzo di Bitcoin.

Ciò sembra certamente riflettersi nelle abitudini di acquisto degli investitori. A luglio, una ricerca condotta da analisti interni dell'app di acquisto di Bitcoin Mode Banking ha scoperto che gli investitori della Generazione X e Baby Boomers avevano iniziato ad avvicinarsi a Bitcoin nel peggiore dei lockdown da coronavirus

Da febbraio a maggio, sia gli acquisti dei Boomer che quelli della Gen X di Bitcoin sono raddoppiati di mese in mese, registrando alla fine un aumento di 8,8 volte in soli 4 mesi. Ciò viene attribuito alla diminuzione dei rendimenti dei risparmi per le fasce di età con reddito disponibile. 

Bitcoin è diventato un modo logico per diversificare il rischio in un ambiente ad alto rischio per gli investimenti durante l'era COVID, e nel caso di una seconda ondata, ciò potrebbe accadere di nuovo. 

Non si tratta solo di investitori al dettaglio; anche le istituzioni stanno aumentando la loro esposizione a Bitcoin. A luglio, il gestore di asset digitali Grayscale Investments ha riportato un totale di 1,4 miliardi di dollari in investimenti nella sua gamma di prodotti crittografici, l'85% dei quali proveniva da tasche istituzionali. Secondo il loro rapporto riferibile al seconod quadrimestre 2020, il gestore del fondo ha assistito a un investimento settimanale medio di 43,8 milioni di dollari nel suo Bitcoin Trust, e solo nella prima metà del 2020.

Questa è una ripercussione “indiretta” del coronavirus, e l'aumento è un probabile risultato di una politica monetaria non convenzionale. 

 “Sembra che ci sia un cambiamento di tono a causa dei risultati delle politiche sul COVID19″, ha detto, riferendosi al Wall Street veterano, Paul Tudor Jones.

Mentre il consenso impone che Bitcoin potrebbe cavalcare una seconda ondata, l'economia più ampia, a quanto pare, non andrà viceversa così bene. Fortunatamente, non tutto è negativo. Per Draper, le cose potrebbero essere più facili nella seconda volta. 

“Sospetto che questo secondo picco sarà più facile per le persone rispetto al primo”, ha detto. “Credo anche che siamo a circa sei mesi dal vaccino e a 12 mesi dalla cura”. Aggiungendo sui lockdown: “Dopodiché, penso che avremo tutti PTSD da questo esperimento sociale per un po', e ne usciremo più forti –e forse- alcune tecnologie come Bitcoin e l'assistenza sanitaria a distanza avranno progredito nel proprio sviluppo”.