Elezioni USA: Non sarebbe stato più semplice con il voto su blockchain?

“Ha vinto Trump!”

“No, ha vinto Biden”

“Ci sono stati dei brogli con i voti postali!”

“No, è tutto regolare”

L’esito delle elezioni presidenziali americane, a una settimana dalla loro conclusione, sembra ancora in bilico: nonostante Biden abbia rivendicato la vittoria e tutti gli organi dell’informazione siano orientati in questa direzione, Trump non molla e annuncia ricorsi sino alla Corte Suprema.

Ci sarebbero state, infatti, moltissime irregolarità nelle procedure di scrutinio, in particolare relative al voto per corrispondenza, negli stati della Pennsylvania e Georgia: in tempi di covid-19, infatti, svariate migliaia di elettori (magari facenti parte di categorie a rischio) avrebbero optato per il voto a distanza.

Ma nel 2020, nello Stato tecnicamente più moderno e ricco al mondo, davvero non si poteva pensare ad un voto su blockchain?

Il voto su blockchain

Da molte parti, infatti, questa situazione ha generato il malcontento di opinione pubblica ed elettorato, dal momento che l’utilizzo di un registro decentralizzato avrebbe garantito il rispetto della volontà popolare: con esso, infatti, si sarebbe ottenuta l’immutabilità dei dati immessi al suo interno.

In tal modo, in caso di applicazione della blockchain al processo elettorale, si sarebbe avuta la certezza di non aver vissuto i temuti brogli.

Voto su blockchain che sarebbe potuto avvenire tramite qualsiasi device, magari al termine di un processo di identificazione (simile a quello che si sarebbe fatto alle urne al momento della preferenza). Tecnicamente fattibile e a prova di polemica.

Il precedente dell’Arizona

E dire che, a livello politico, qualcosa di simile –sempre in questo 2020- si era visto: lo scorso 9 maggio, infatti, si è svolta la convention del Partito Repubblicano in Arizona, in cui i membri del partito avevano selezionato i candidati di quello Stato.

Essendo, quel momento, concomitante con la prima ondata del virus negli Stati Uniti, i tecnici repubblicani avevano deputato l’azienda bostoniana Voatz di organizzare un sistema di voto basato sulla blockchain: in poco tempo, quindi è stata ideata una app (sia per Iphone che per Android) che ha permesso ai membri del partito di votare.

La soluzione di Binance

Il direttivo di Binance, una delle migliori piattaforme del web utile alla compravendita di Bitcoin e criptovalute, per voce del CEO Chenpeng Zhao, che con un tweet eloquente ha evidenziato come una app dedicata avrebbe risolto il problema, app che (con l’utilizzo della crittografia KYC) avrebbe tutelato e rispettato la privacy di ogni singolo elettore.

I nodi da risolvere per il voto su blockchain

Sarebbe folle pensare – alla luce di quello che stiamo vivendo – che i prossimi appuntamenti elettorali statunitensi non si avallino della blockchain. Tuttavia, è vero che vi sono alcuni nodi da risolvere, quelli che in questo 2020 hanno impedito che fosse utilizzata questa tecnologia.

In particolare,  l’American Association for the Advancement of Science (AAAS) era l’associazione che più aveva espresso le proprie perplessità per il voto via app, dal momento che temeva il rischio di eventuali attacchi informatici da parte di hacker malintenzionati, con conseguente possibile manipolazione del voto. In secondo luogo, un altro dubbio era relativo alla questione di poter garantire il completo anonimato al voto. 

Infine, è anche vero che non tutti i cittadini possiedono un cellulare, ma soprattutto la fascia più anziana probabilmente non avrebbe le necessarie competenze per riuscire a completare correttamente le procedure di identificazione e di voto.

Ostacoli, questi, che saremo certi venire sorpassati a breve: per il voto su blockchain è solo questione di tempo.