I giocatori NBA dei Sacramento Kings verranno pagati via Bitcoin

Criptovalute e NBA, ci risiamo. Dopo le innovazioni in ottica blockchain che tanto hanno caratterizzato gli ultimi tempi all’interno della prestigiosa franchigia statunitense di pallacanestro (tanto da ergersi ad esempio da seguire per gli altri sport americani) , un’altra pietra miliare che unisce Bitcoin ed NBA è stata posta in questi giorni.

Parliamo infatti della importantissima compagine dei Sacramento Kings, che ha appena annunciato il clamoroso metodo di erogazione degli stipendi, che potranno venire versati in Bitcoin.

Sacramento Kings e Bitcoin

E’ infatti notizia delle ultime ore che il CEO dei Sacramento Kings, l’imprenditore indiano Vivek Ranadivé, ha annunciato che darà la possibilità ai propri giocatori di venire pagati via Bitcoin. 

La clamorosa dichiarazione è stata estrapolata durante una chat sulla nuova app Clubhouse, e in seguito riportata da tutti gli organi di informazione. Più precisamente, Ranadivè ha affermato: 

“Annuncerò nei prossimi giorni che offrirò a tutti nell’organizzazione Kings la possibilità di avere il loro stipendio pagato in Bitcoin come vogliono, compresi i giocatori”. 

La compagine californiana di Sacramento, quindi, apre una strada che potrà essere percorsa da molte altre squadre professionistiche, dal momento che non saranno solo i giocatori a poter essere stipendiati in BTC, ma anche dirigenti, staff e dipendenti vari, volendo quindi creare un vero e proprio nuovo modello di business.

Peraltro, non è la prima volta che Sacramento strizza l’occhio alle nuove tecnologie, avendo già in passato segnato il passo per molte altre novità.

Sport americani e criptovalute

Già nel 2014 infatti, Ranadive aveva già comunicato di accettare  pagamenti in Bitcoin per l’acquisto di biglietti dei Sacramento Kings o del merchandising griffato Kings. Scelta che non è passata inosservata, quella di rapportarsi con la società via Bitcoin, tanto che anche Mark Cuban , giocatore della NFL di cui abbiamo parlato nei primi giorni del 2021, aveva espresso la sua volontà di ricevere lo stipendio in Bitcoin.

Non solo: restando in NBA, poi, anche i Dallas Mavericks si sono aperti alle criptovalute. Anche i texani infatti, a partire dallo scorso marzo, hanno annunciato l’accettazione dei Dogecoin come pagamento per biglietti e prodotti ufficiali della franchigia.

E ancora, sempre i Sacramento Kings hanno lasciato altre tracce nella storia crittografica, quando  ad esempio nel 2018 venne coniato un interessante programma di beneficenza all’interno del quale la società poteva minare Ethereum grazie all’utilizzo delle schede video Nvidia, e sfruttando la partnership con l’azienda MiningStore avrebbe poi donato i profitti al progetto Mining For Good, al fine di sostenere lo sviluppo di forza lavoro e promozione della tecnologia.

E come ignorare poi l’approdo in NBA del team crittografico Dapper Labs, che ha apportato una serie di innovazioni estremamente interessanti come ad esempio l’ideazione di token crittografici con licenza dell’NBA, per i quali il team ha appena raccolto un significativo round di finanziamenti allo scopo di continuare quest’ambiziosa collaborazione tra basket e crittografia?

O ancora: a testimonianza dell’avanguardia tecnologica che accompagna gli sport americani, abbiamo visto come recentemente proprio in NBA sia stata introdotta, per il pubblico, l’adozione dell’Excelsior Pass, ovvero un vero e proprio passaporto vaccinale che sta facilitando il ritorno del pubblico in carne ed ossa nelle arene dopo l’emergenza covid.

Insomma, NBA e tecnologia legata alle criptovalute è un binomio sempre più forte: vedremo se anche in Italia accadrà qualcosa di simile.