La Casa di Carta e i sistemi decentralizzati

In giorni drammatici segnati dalla pandemia generata dal Coronavirus, ogni occasione è buona per distrarsi e focalizzare su altro la propria attenzione; gli appassionati di Serie TV, ad esempio, avevano segnato in rosso la data del 3 aprile, per il motivo che Netflix avrebbe trasmesso l’attesissima quarta parte della celebre saga de “La casa di carta”.

A questo proposito, è interessante l’analisi del celebre sito Ledger (produttore dei celebri hard-wallet), che prendendo spunto dalle gesta di Tokyo e del Professore, fa una interessante comparazione tra piattaforme centralizzate e decentralizzate.

La casa di carta

Per i pochi che non lo sapessero, La casa di carta è una serie TV prodotta dalla piattaforma di streaming Netflix centrata su una banda di criminali, i cui componenti non si conoscono l’un l’altro e al posto del proprio nome adottano una serie di soprannomi derivanti da alcune città del mondo (come Tokyo, Nairobi, Palermo, Rio, Stoccolma e molti altri), assoldati e organizzati da un personaggio ultra astuto, chiamato “Il professore”. Grazie a dei piani incredibilmente dettagliati e spettacolari, la banda riesce a svaligiare sia la Zecca di Stato Spagnola che il Banco di Spagna.

Netflix Casa di Carta

Centralizzate o decentralizzate?

Le gesta della banda hanno fatto da spunto per uno studio circa la differenza tra ente centralizzato e decentralizzato.

  • Centralizzato: Come suggerisce il nome, significa che vi è un punto centrale in cui i dati sono conservati o memorizzati. Molte aziende, ad esempio, possiedono un server su cui sono archiviati i propri dati: quella e’ una archiviazione centralizzata. Nella finanza, invece, spesso abbiamo un esempio simile nelle banche, in cui un ente principale gestisce dati e risorse di sedi periferiche.
  • Decentralizzato: L’esatto opposto di centralizzato. Invece di archiviare tutto in un unico posto, i sistemi decentralizzati collocano i propri dati in luoghi diversi. Un esempio per l'archiviazione dei dati potrebbe essere la tecnologia Blockchain, in cui i dati sono conservati da tutti i partecipanti alla propria rete. E per quanto riguarda la finanza, naturalmente, questo meccanismo può essere visto attualmente solo nelle criptovalute, dal momento che per esse non esiste alcuna autorità centrale responsabile.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ogni sistema?

  • La sicurezza: Questa è una delle caratteristiche più discusse tra le istituzioni finanziarie. Dal punto di vista pratico, la conservazione in un unico punto delle risorse monetarie potrebbe rappresentare un’enorme allettante bersaglio per ladri e malintenzionati; da questo punto di vista, il denaro decentralizzato non può che avere la meglio, dal momento che la conservazione è suddivisa direttamente tra ogni proprietario, che diventa responsabile per la sicurezza delle proprie monete.
  • La libertà: Un istituto che conserva centralmente le risorse di ogni utente, potenzialmente può decidere se dare del tutto la possibilità ai propri utenti di effettuare delle operazioni. Supponiamo di voler fare un grosso prelievo: non è detto che la banca, per come la conosciamo, ci permetta di farlo senza intoppi. Un sistema decentralizzato, invece, permette di avere la libertà completa delle proprie decisioni finanziarie.
  • La responsabilità: In caso di problemi con il conto corrente bancario, generalmente sono gli istituti che rispondono ed eventualmente pongono dei rimedi. Con le piattaforme decentralizzate, il singolo utente è completamente responsabile del proprio conto.

Ed è quindi per i motivi sopracitati che Ledger pone l’accento in particolar modo su sicurezza e responsabilità, suggerendo naturalmente di conservare le proprie criptovalute all’interno di un sicuro hardware-wallet, finalizzato a proteggere le proprie risorse crittografiche.

Del resto, se vivessimo in una società che gestisce le risorse finanziarie in modo decentralizzato, Tokyo e compagni non avrebbero potuto assaltare le maggiori istituzioni spagnole e destabilizzare l'intero paese.

Le ripercussioni inflazionistiche post-crisi

Come abbiamo già visto, nel giro di poche settimane dovrebbero essere immesse dai Governi infinite liquidità per contrastare la crisi economica che si sta prospettando.

In quest’ottica, Bitcoin resta un’ottima alternativa, dal momento che –come sappiamo- è immune dall’inflazione, dal momento che la Blockchain può produrre al massimo un volume di 21 milioni di monete. E questo lo rende impermeabile alle variazioni finanziarie inflazionistiche (peraltro più volte nominate dal professore della Casa di Carta).

Netflix, oltre a porre spesso numerosi paragoni con l’economia attuale, più volte ha ospitato Serie TV in cui le cripto valute sono protagoniste: forse sa qualcosa che non sappiamo?