Ricadute dell’attuale politica americana su Bitcoin

L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, insieme alla Federal Reserve, sta lavorando ad una politica finalizzata a sostenere un'economia devastata dagli effetti della pandemia di coronavirus.

A differenza di molte altre superpotenze economiche, gli Stati Uniti hanno dovuto fare i conti con una prima ondata molto estesa di infezioni da coronavirus, che li ha visti diventare il paese più colpito dal punto di vista dei casi totali. Governo e Federal Reserve hanno dovuto fare di tutto per provare a mantenere intatti i posti di lavoro.

Le misure di taglio dei tassi di interesse e contestuale immissione di denaro nell'economia, potrebbero alimentare l‘interesse per Bitcoin (BTC) ed altre criptovalute. 

Politica monetaria della FED

I predetti sforzi includono il taglio dei tassi di interesse a dimensioni che rasentano lo zero e l'acquisto di enormi quantità di titoli. Nel complesso, da marzo la Federal Reserve ha immesso $ 2,3 trilioni nel mercato attraverso l'acquisto di titoli del Tesoro ed altri titoli garantiti da ipoteca.

Ad un simile tasso di crescita ci sono buone probabilità che il bilancio continui a gonfiarsi anche nel quarto trimestre, e potrebbe potenzialmente concludere l'anno vicino ai dieci trilioni di dollari, il suo valore più alto di sempre.

Una delle preoccupazioni è certamente quella che l’inflazione possa salire alle stelle, come ha annunciato il presidente della Federal Reserve Jerome Powell durante il suo discorso, intitolato “New Economic Challenges and the Fed's Monetary Policy Review”.

Le ricadute su Bitcoin

Nonostante inizialmente sia crollato di oltre il 50% tra la metà di febbraio e la metà di marzo di quest'anno, il prezo di Bitcoin è tornato drammaticamente a salire fino ad oltre 12.000 dollari al pezzo, prima di ridiscendere a poco più di diecimila. 

Il dollaro USA, d'altra parte, non è andato così bene nello stesso periodo ed è scivolato verso il basso sia contro l'euro (EUR), che contro la sterlina (GBP), che lo yuan cinese (CNY) e molte altre valute FIAT.

In quanto valuta di riserva primaria mondiale, un numero enorme di mercati statunitensi può essere considerato correlato alla performance del dollaro USA, comprese azioni, immobili e azioni statunitensi. Tuttavia, Bitcoin è stato spesso descritto come un asset non correlato che si muove in modo indipendente dai principali indici azionari, forex ed altri mercati finanziari. Di conseguenza, è comunemente visto come una copertura contro un dollaro USA in difficoltà.

Con il dollaro USA che continua a indebolirsi, la forza di Bitcoin come copertura potrebbe continuare a crescere. 

La politica fiscale di Trump potrebbe spingere al rialzo il prezzo del Bitcoin nell’imminente futuro, d’altra parte, il presidente ha espresso estrema insoddisfazione per la Federal Reserve e potrebbe cercare di adottare nuovi standard per per proteggere il dollaro in un mondo “post-COVID-19″.

Ciò potrebbe includere anche la creazione di un centro blockchain per eccellenza, ovvero un ente governativo dedicato, che a sua volta potrebbe portare ad un “rinnovato interesse” sia per Bitcoin che per le altre criptovalute da parte dell'esecutivo. Ruolo fondamentale potrebbe avere la spinta verso la creazione di una CBDC in dollari digitali statunitensi, allo scopo di eliminare la contraffazione ed aumentare la trasparenza monetaria.

Un rapporto all'inizio di quest'anno del gestore di asset digitali Grayscale ha affermato che l'interesse per i CBDC, o le valute digitali della banca centrale, potrebbe stimolare l' interesse per Bitcoin evidenziando le sue capacità di fungere da riserva di valore. “Spostare le valute legali nell'infrastruttura digitale mostrerebbe come Bitcoin sia speciale non perché è digitale“, osserva il rapporto, “ma perché Bitcoin è una valuta scarsa, intransigente e apolitica che può essere utilizzata da chiunque”.