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Le principali blockchain della rete: Dash

Dash è una criptovaluta che, come Bitcoin, ha un tipo di codice completamente open source e una tipologia di scambio di tipo peer-to-peer. Andiamo a conoscere oggi le principali caratteristiche di Dash unitamente alle particolarità della sua blockchain.

Dash: la storia

Dash è una criptovaluta che viene creata nel gennaio 2014, in seguito ad un “fork” di Bitcoin, avvenuto grazie al lavoro del programmatore Evan Duffield, che inizialmente ha battezzato la sua creazione con il nome di Xcoin. Nel mese successivo, poi, il nome muta Darkcoin, a seguito di alcune piccole modifiche tecniche. Nel marzo dell’anno seguente, infine, la sua denominazione diventa definitivamente Dash, che è una sorta di acronimo della fusione tra le diciture  “Digital e “Cash.
Da quel momento, Dash è stata una delle prime monete ad adottare con successo l'autogoverno e l'autofinanziamento. Riceve i suoi fondi di sviluppo dai proventi generati dalla blockchain e la sua governance è controllata dai proprietari dei nodi principali della rete. Ciò rende anche Dash una delle prime organizzazioni autonome decentralizzate di successo (DAO).

Com’è composto oggi il Team Dash?

Il Team Dash è composto da professionisti di tutto rispetto.

Evan Duffield (che, come abbiamo visto, è il creatore di Dash) è naturalmente uno dei principali protagonisti del team di sviluppo Dash, pur con il ruolo di consigliere strategico. L'amministratore delegato di Dash è Ryan Taylor, che ricopre tale carica da aprile 2017. Laureato nel programma MBA della Columbia University, Taylor ha una lunga e proficua storia nel settore dei servizi finanziari, prima con McKinsey&Company (multinazionale di consulenza strategica) e successivamente come proprietario della propria società di investimenti azionari.


Il direttore tecnico di Dash è Bob Carroll, che ricopre questo ruolo da maggio 2018. Prima di entrare in Dash, Carroll ha creato diverse sue iniziative, oltre a ricoprire il ruolo di direttore tecnico dell’azienda elettronica Everspring per 5 anni. È un professionista della tecnologia a tutto tondo con forti tendenze imprenditoriali. Glenn Austin detiene le redini come direttore finanziario presso Dash da marzo 2018. Ha un forte background finanziario, avendo lavorato per Morgan Stanley per 5 anni e in seguito 6 anni come Global Key Account Manager presso UBS. È laureato alla Harvard University e alla Columbia Business School.

Che cos’è la moneta Dash?

Dash ad oggi rappresenta una delle criptovalute più popolari del mondo crittografico, posizionandosi – a luglio 2020 – al 25 ° posto in termini di capitalizzazione di mercato, con una volume complessivo pari a $ 783 milioni al 29 luglio 2020. Una delle principali particolarità relazionate al volume degli scambi Dash è che questi sono spesso maggiori (e di molto) rispetto a criptovalute con più grandi capitalizzazioni di mercato, evidenziando l'alto tasso di adozione e popolarità di Dash.

Quando Dash è stato creato (quindi, come abbiamo visto, nel gennaio 2014 col nome di XCoin) un'unità valeva circa $ 0,21. L’ascesa è poi stata inarrestabile: una volta che la moneta venne rinominata Dash (ovvero nel marzo 2015), un'unità valeva poco più di $ 3. 

Tra la metà del 2015 e la fine del 2016 Dash ha registrato una crescita costante ma lenta, venendo scambiato a cifre tra i $ 3 e $ 12. Poi però, come sappiamo, il mercato sarebbe di lì a poco esploso verso l’alto, e Bitcoin avrebbe trascinato alle stelle tutte le altcoin

Nel gennaio 2017, infatti, la singola moneta Dash è salita sopra i $ 15 e alla fine di febbraio la moneta aveva raggiunto i $ 30. La corsa al rialzo era iniziata, trovando il suo apice sopra i $ 100 a marzo e rimanendo lì per 9 giorni prima di tornare infine ai $ 70 ad aprile.

La parte finale del 2017 ha visto il periodo di maggiore brillantezza, in termini di quotazione, per Dash, con punte –addirittura- di 1642 dollari per singola moneta. Come per tutte le cripto, poi, 2018 e 2019 sono stati anni di prevalente decrescita, che l’ha portata progressivamente al valore attuale di circa 80 dollari, sul quale – almeno da un paio d’anni – Dash è costantemente scambiato.

Come ottenere monete Dash?

Essendo Dash da una delle criptovalute più preziose e maggiormente diffuse, risulta possibile acquistarla e venderla su decine di Exchange diversi (peraltro elencati sul sito ufficiale di Dash).

Su Exchange come YoBit, BW e Bkex è scambiato attualmente con volumi superiori ai 15 milioni di dollari al giorno; naturalmente, però, Dash è disponibile anche in borse più grandi come Binance, Coinbase o Bittrex.

Dash, inoltre, è una moneta (come anticipato in precedenza) che basa la sua esistenza sui Masternode, fenomeno che ne regola la presenza sulla rete e la distribuzione. Attualmente, la ricompensa annuale per la gestione di un “Masternode Dash” corrisponde a ben 53,14 monete; per gestirne uno, però, occorrono almeno 1000 monete Dash.

Basi tecniche

Dash funziona in modo molto simile a Bitcoin. È una blockchain decentralizzata e dunque senza autorità centrali che controllino transazioni ed attività.

La rete Dash è composta dai masternode. Questi sono dei server in possesso delle risorse allocate al fine di elaborare e verificare le transazioni sulla rete Dash (in cambio di incentivi economici, le commissioni).

Questa architettura fornisce alla rete una potenza di elaborazione significativa e consente l'inclusione di due importanti funzionalità: InstantSend e PrivateSend

Con InstantSend sono necessari circa 4 secondi per confermare una transazione (effettivamente è quasi istantaneo se consideriamo che con Bitcoin servono decine di minuti per confermare una transazione).

PrivateSend è una funzionalità che consente agli utenti di mantenere nascosta la propria identità, oscurando al contempo sia l'origine dei fondi inviati, che il conto di destinazione. Ciò viene realizzato attraverso un processo di mixaggio virtuale degli input, utile ad oscurare l’esatta provenienza dei fondi.

Dash contro Bitcoin

Dash ha tentato di aggiungere rispetto a Bitcoin nuove funzionalità allo scopo di renderlo più adatto ad essere una valuta transazionale. Tali modifiche includono ad esempio una più grande dimensione dei blocchi. Oltre a ciò, Dash ottiene anche transazioni più veloci per l’utilizzo dei masternode. Essi come abbiamo avuto modo di accennare consentono verifiche più veloci e danno a Dash la possibilità di eseguire funzioni speciali quali PrivateSend ed InstantSend. Forniscono inoltre le funzionalità di budgeting e soprattutto governance di Dash.

Una delle principali differenze è appunto il sistema di governance aggiunto a Dash. Sin dalla genesi del Bitcoin, abbiamo potuto notare come una mancanza di governance possa causare dei problemi, soprattutto in tema di aggiornamenti del protocollo.

Dash evita tali problemi consentendo ai proprietari dei masternode di avere voce in capitolo nella rete. Essi sono in grado di votare in merito al budget e alle modifiche della rete. Questo è possibile solo se essi sono in possesso di almeno 1.000 Dash, il che rende l’investimento nella rete decisamente cospicuo, ed incentiva ad evitare scelte negative per la buona riuscita del progetto. È una tematica interessante, soprattutto se consideriamo che per quanto concerne la governance di Bitcoin, solo un piccolo numero di addetti ai lavori ne è effettivamente responsabile.

Forse uno dei maggiori vantaggi di Dash è che è stato creato pensando innanzitutto alla scalabilità. È stato infatti progettato per scalare fino a blocchi di dimensioni di addirittura 400 MB, se necessario. Ricordiamo che Bitcoin ha una blocksize di 1 MB.

L'algoritmo X11

Quando Even Duffield ha creato Dash, voleva usufruire di un algoritmo non adatto ai potenti impianti ASIC che monopolizzano oggi il mining di Bitcoin. L'algoritmo X11 è un algoritmo Proof of Work, proprio come lo SHA-256 di Bitcoin, che utilizza la potenza di elaborazione dei computer per risolvere problemi crittografici, convalidando le transazioni e prevenendo gli abusi sulla rete.

X11 utilizza undici diversi processi di hashing e ciò rende estremamente difficile la creazione di un impianto ASIC in grado di estrarre monete Dash, ciò allo scopo di mantenere una distribuzione più equa.

Sviluppo e Roadmap

I commit del codice open source su GitHub sono uno dei metodi più diretti per ottenere un'indicazione del lavoro svolto sul protocollo Dash e su tutte le altre funzionalità.

Si nota che gli sviluppatori sono piuttosto impegnati con una serie di aggiornamenti sia per il software principale che per i wallet dedicati. Ciò dimostra che gli sviluppatori Dash stanno ancora portando avanti il ​​progetto. 

Per quanto concerne la roadmap il team di Dash ha completato alcune delle pietre miliari che avevano nella loro tabella di marcia per il 2019. Tuttavia, alcune programmate per il 2019 sono rimaste incompiute. Per gli interessati a restare informati sull’andamento dello sviluppo è utile seguire il loro blog ufficiale, dove vengono fornite agli utenti informazioni approfondite sul progresso della blockchain.

Dash, ad oggi, rimane uno dei principali contendenti all'adozione globale della criptovaluta, e solo il tempo dirà quanto avrà avuto successo.

Dove comprare DASH?

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