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Presto in arrivo i prestiti su Coinbase!

Coinbase, come abbiamo visto nella nostra recensione, è uno degli Exchange più diffusi e particolarmente amati nel mondo delle criptovalute per la sua semplicità ed immediatezza. Pertanto, ogni notizia ad esso connessa fa particolare rumore (ricordiamo, ad esempio, il clamore suscitato settimane fa quando è emerso che non mancherebbe molto allo sbarco in borsa della società). Anche in queste ultime ore si fa un gran vociare circa Coinbase.

Negli ambienti crittografici, negli ultimi giorni, sta infatti girando la voce secondo cui Coinbase starebbe per introdurre prestiti basati su garanzie collaterali.

Prestiti su Coinbase?

Tale servizio rappresenterebbe un’implementazione straordinaria per il celebre exchange, dal momento che –se questo progetto dovesse concretizzarsi – consentirà a Coinbase di competere con altri operatori (come BlockFi, ad esempio) già presenti nell’ecosistema dei finanziamenti collaterali su Bitcoin.

Inoltre, ovviamente (ed è quello che chiunque auspicherebbe) tale potenziamento potrebbe avere un effetto positivo e propositivo sui detentori di Bitcoin, inducendoli a conservare a lungo termine le proprie monete digitali sul wallet.

Prestiti su Coinbase
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Come funzionano i prestiti su Coinbase?

Da quello che possiamo apprendere dal comunicato recentemente apparso sulla propria piattaforma, Coinbase ha infatti deciso di permettere ai propri utenti (prima quelli statunitensi) di poter usare i propri BTC a garanzia di prestiti fino ad un valore del 30% FIAT, ottenendo così soldi contanti.

Se ci rechiamo nella home page Italiana di Coinbase, a titolo di esempio, possiamo apprendere altri dettagli:

Nel nostro paese, il tetto massimo del prestito ottenibile è di 20mila dollari; quindi, per ottenere quella cifra avremo bisogno di oltre 66mila dollari in BTC (pari a circa 6 BTC) presenti sul nostro account Coinbase.

Il prestito verrebbe erogato con un interesse (denominato TAEG) dell’8% . Per inciso, non sembra essere –per il consumatore-uno dei migliori tassi a disposizione, dal momento che altre piattaforme che erogano il medesimo servizio (come ad esempio Aave) applicano un TAEG del 4%.

Tale prestito ha una durata massima di un anno, scaduto il quale si dovrà restituire l’importo ottenuto, mentre gli interessi sono da restituire mese per mese.

La procedura per l’ottenimento è abbastanza semplice e pressoché automatizzata: sono sufficienti solo tre giorni per completare la procedura, dal momento che Coinbase –nella maggior parte dei casi-possiede già tutte le informazioni riguardanti l’identità dei propri account. Non è necessario presentare altre garanzie.

Al di là degli usi “personali” e “privati” che ogni persona potrebbe fare con del denaro contante, una buona idea sembrerebbe poter essere quella di utilizzare i soldi ottenuti da Coinbase per effettuare investimenti su altre criptovalute emergenti, con lo scopo magari di utilizzarne il profitto per ripagare il prestito.

Vedremo quindi quando tutto questo risulterà operativo.

I prestiti negli Stati Uniti

Stati Uniti in testa per quanto riguarda l’avvio del progetto “prestiti su Coinbase”: si legge infatti come sia presente una sorta di “waiting list” che preannuncia quali saranno i primi stati ad usufruire di questo atteso servizio: Alaska, Arkansas, Connecticut, Florida, Georgia, Illinois, Massachusetts, New Hampshire, New Jersey, North Carolina, Oregon, Texas, Virginia, Nebraska, Utah, Wisconsin e Wyoming.

Una volta che Coinbase sarà operativo in questi stati, procederà poi con i restanti , per poi, verosimilmente, iniziare ad offrire il servizio anche nel resto del mondo.

Attendiamo con grande curiosità: potrebbe essere l’ennesima (positiva) rivoluzione nel mercato delle criptovalute.

Del resto, con i prestiti di criptovalute è possibile che molte persone siano indotte a tenere i propri asset in portafoglio per sfruttare questa possibilità, e che Coinbase contribuisca dunque a eliminare un valido motivo per vendere Bitcoin.