Il diamante nero dei record acquistato in criptovalute: si consolida il sodalizio tra le case d’asta e la tecnologia blockchain

Quando si pensa alle grandi case d’asta internazionali come Phillips, Dorotheum, Christie’s, Sotheby’so la nostrana Finarte, ci si immagina mobili antichi, quadri rinascimentali, gioielli appartenuti a principesse di nobili casate, oggetti senza tempo e dal fascino intrinseco, inseriti in un contesto raffinato, elegante e lontano anni luci dalla frenetica contemporaneità e dalla tecnologia digitale imperante. Indubbiamente tutto ciò è vero, ma è solo una parte della verità: se infatti, in un primo momento, è questo quello che a tutti viene in mente quando si parla di aste importanti, è altrettanto vero che il mondo delle aste di lusso ha ampiamento allargato i propri orizzonti, abbracciando anche la tecnologia, spingendosi addirittura ad arrivare fino alle criptovalute e alla blockchain.

Difatti, un’opera di crypto art, Everydays-The first 5000 days di Beeple, è stata battuta all’asta da Christie’s lo scorso marzo, per la straordinaria cifra di oltre sessantanove milioni di dollari, diventando la prima opera d’arte NFT ad essere venduta da una casa d’aste, oltre ad essere anche la più costosa opera di crypto art.

Questo evento ha segnato una svolta per entrambi i settori: ha avvicinato il mondo delle case d’asta ai Bitcoin e in generale all’orbita delle criptovalute, ma ha anche dato un segnale ai collezionisti, in quanto permettere di pagare in monete digitali può rivelarsi un vantaggio notevole oltre che una comodità.

Non sorprende particolarmente, dunque, che un gioiello estremamente raro e prezioso sia stato battuto all’asta da Sotheby’s per una cifra record pagata in criptovalute.

The Enigma: il diamante nero più costoso del Mondo

Qualche settimana fa è stato venduto ad un’asta di Sotheby’s, la pietra preziosa chiamata The Enigma, il più grande diamante nero del Mondo, per una cifra davvero record, di tre milioni settecentocinquantamila Euro, cifra pagata in criptovalute.

È la prima volta che The Enigma viene messo all’asta, per oltre vent’anni era stata gelosamente custodito dal suo precedente proprietario. Si tratta di un diamante nero naturale, che differisce dagli altri diamanti colorati che sono estratti dalle miniere, in quanto si trova prevalentemente nella superficie terrestre, in Brasile e nella Repubblica Centrafricana, e contiene osbornite, un minerale presente solo nelle meteore. Questo particolare elemento attribuisce ancora maggior fascino alla gemma, fornendogli un’aura di mistero. Presenta cinquantacinque facce e ha la bellezza di 555.55 carati.

Inizialmente il nome dell’acquirente era stato tenuto segreto dalla casa d’aste: è stato proprio Richard Heart, nuovo proprietario del diamante, a darne la notizia annunciandolo su Twitter. Heart è il fondatore della piattaforma di blockchain HEX e proprio in onore della sua piattaforma ha deciso di ribattezzare il diamante HEX.com diamond.

Con questa vendita si va sempre più a rafforzare il legame con le criptovalute, che inevitabilmente si stanno facendo spazio anche in settori non legati alla tecnologia.

Non solo gioielli e opere d’arte battuti all’asta: anche l’immobiliare vende in cripto a cifre stellari

Non fa più notizia la possibilità di acquistare automobili Tesla pagando in Bitcoin, così come è diventato facile pagare anche beni di consumo dal costo più irrisorio su diversi marketplace internazionali utilizzando le criptovalute.

Avevamo già visto, inoltre, come fosse possibile pagare interi immobili con le monete elettroniche: è dal 2017, infatti, che negli Stati Uniti si registrano transazioni immobiliari che utilizzano Bitcoin come moneta di pagamento. Di recente, a Miami, è stato acquistato un attico di lusso per un valore di ventidue milioni di dollari e, neanche a dirlo, il pagamento è stato fatto in criptovalute: si tratta di una transizione che stabilisce un nuovo record per il settore immobiliare, che non aveva mai eseguito transazioni di questo valore per mezzo della tecnologia blockchain. Non è dato saper, però, né il nome dell’acquirente, né la particolare moneta utilizzata.

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