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Anche JP Morgan investe su Bitcoin

Jp Morgan e Bitcoin: un matrimonio che s’ha da fare. Dopo anni di rapporti tormentati, in cui prima il colosso bancario criticava la regina delle criptovalute, per poi ravvedersi e lodarlo un paio di anni dopo, oggi dagli Stati Uniti sembrano arrivare conferme per una imminente e definitiva partnership tra le due realtà.

Il report di Bloomberg

Negli scorsi giorni, infatti, gli amanti delle criptovalute hanno seguito con attenzione un report pubblicato dalla celebre emittente Bloomberg News, secondo cui Morgan Stanley , ovvero la più grande istituzione finanziaria del pianeta,  starebbe pensando ad un enorme investimento in  Bitcoin .

Bloomberg, infatti, parla di operatori “vicini alla questione” che avrebbero affermato che la Counterpoint Global (filiale di Morgan Stanley Investment Management che gestisce la bellezza di 150 miliardi di dollari in asset), “starebbe valutando se Bitcoin possa rappresentare un’opzione di investimento consona adatta per i propri investitori.

Counterpoint Global , del resto, è un fondo specializzato in investimenti “il cui valore di mercato può aumentare significativamente per ragioni legate ai fondamentali sottostanti” per cui, in qualche modo, già ben allenato a sostenere una certa volatilità. Non è un caso, ad esempio, che nel 2020 abbia registrato un profitto pari al 72,7%, molto più alto di tantissimi fondi di investimento.

Un interesse crescente

Il fatto che JP Morgan abbia avuto un crescente interesse in questi ultimi mesi verso Bitcoin è cosa nota, specie se si pensa che il colosso bancario aveva già considerevolmente investito in MicroStrategy, azienda a sua volta dedita al mining e agli investimenti in BTC. Solo lo scorso mese, ad esempio, Morgan Stanley aveva ottenuto una partecipazione del 10% in MicroStrategy,  andando a costituire uno dei tanti motivi per cui il valore di Bitcoin ha continuato ad impennarsi in queste settimane.

Morgan Stanley, comunque, non è l’unica grande istituzione  che a breve sembra essere destinata ad entrare nel mondo delle criptovalute.

Abbiamo infatti recentemente visto come PayPal vi stia gradualmente entrando in queste ultime settimane, e a ruota anche VISA e Mastercard sembrano poter usufruire di Bitcoin.

Morgan Stanley: il covid ha confermato Bitcoin

Se dovessimo individuare un momento in cui Morgan Stanley si sia definitivamente convinta di Bitcoin e criptovalute in generale, lo individueremmo senza dubbio nel 2020, quando un suo report è passato alla storia per aver riconosciuto grandi meriti a BTC dopo aver passato lo “stress-test” derivante dal crollo dei mercati all’inizio della crisi covid.

I tecnici di Morgan Stanley, nel giugno 2020, avevano infatti pubblicato uno studio, intitolato “La criptovaluta fa il suo primo stress test: oro digitale, pirite o qualcosa nel mezzo?“, in cui avevano osservato che a Marzo 2020 Bitcoin – come molte altre aree del mercato – aveva subito una grave caduta contestualmente allo scoppio della pandemia e al disinvestimento da parte degli investitori degli asset più rischiosi per via del Covid-19. Ma nelle settimane successive Bitcoin si era rapidamente ripreso tanto da uscire relativamente incolume dal crollo del 13 Marzo (che aveva generato un ribasso addirittura sotto quota 5000 dollari).

E’ stata quella la prima volta, infatti, che Bitcoin aveva sperimentato la presenza sul mercato in concomitanza di macro elementi di crisi finanziaria globale: ad esempio, durante la crisi finanziaria dei mutui subprime del 2008, BTC ancora non era nato.

Ed è da lì, chiaramente, che Morgan Stanley si è convinta: ora tutti si aspettano grandi investimenti, con l’effetto di rialzare ancora il prezzo di Bitcoin.