Home Ultime Notizie Binance Italy entra a far parte dell’Organismo degli Agenti e Mediatori!

Binance Italy entra a far parte dell’Organismo degli Agenti e Mediatori!

Le criptovalute e le istituzioni bancarie o regolatrici sono sempre state realtà alquanto antitetiche, per la definizione propria della natura di queste monete elettroniche, note per essere completamente slegate dal mondo della finanza tradizionale, regolate solo dal libero mercato. Spesso, infatti, gli istituti centrali hanno osteggiato e provato ad arginare, con normative e regole molto stringenti, il proliferare delle cripto. Visto, però, il costante incremento di appassionati, basti considerare che la piattaforma numero uno nel Mondo per numero di transazioni, ossia Binance, gestisce qualcosa come 76 miliardi di dollari al giorno, si è arrivati al punto di dover trovare una soluzione comune, un modo per convive insomma.

Andiamo a vedere come.

Binance: crescita in vista con l’adeguamento alle normative italiane

La novità degli ultimi giorni riguarda molto da vicino il nostro Paese. Sì, perché in data 27 maggio 2022 è stato siglato un accordo che prevede la registrazione del più famoso exchange del Mondo, ossia Binance, nel registro per gli operatori in valuta virtuale. L’iscrizione al registro è stata gestita dall’OAM, l’Organismo Agenti e Mediatori, che ha il compito di curare gli elenchi degli agenti finanziari e dei Mediatori creditizi operanti all’interno del territorio del nostro Paese, in modo totalmente autonomo ed esclusivo. La registrazione è avvenuta attraverso Binance Italy, entità legale facente parte del gruppo Binance, costituita solo qualche mese fa, al fine di dimostrare il reale e concreto interesse dell’azienda verso i clienti italiani, aderendo, quindi, alle normative del nostro Paese e adeguandosi alle richieste degli organismi prepostiti in materia di monete elettroniche. Questo, ovviamente, vuole essere il punto di partenza della strategia dell’exchange, che punta all’accrescimento e al rafforzamento della propria presenza nel nostro territorio, implementando le figure professionali già attive in Italia.

L’accordo prevede che Binance trasmetta al Ministero dell’Economia e delle Finanze e le autorità tributarie, sistematicamente e a cadenza trimestrale, i dati riguardanti tutte le transizioni effettuate in Italia, di qualsivoglia tipologia di attività si tratti, in quanto prestatore di servizi relativi all’uso di monete virtuali o prestare di servizi di digital wallet.

Il fondatore e CEO di Binance, Changpeng Zhao, comunemente chiamato “CZ”, ha dichiarato di essere molto felice dell’accordo raggiunto, in quanto trova sia indispensabile una regolamentazione chiara e efficace delle cripto. Infatti, con l’entrata di Binance nel registro OAM si possono dire dissipati i dubbi di Consob circa l’operato dell’exchange, a loro dire non confacente ai requisiti di trasparenza richiesti in Italia.

Non solo Italia: la strategia di crescita di Binance coinvolge sempre più Paesi

Non si tratta del primo approccio del noto exchange alle istituzioni e agli organi regolatori. Infatti, già qualche mese fa a Dubai, dopo l’istituzione della VARA, per esteso Virtual Assets Regolatory Autority, Binance aveva ottenuto una licenza di virtual asset da questo ente regolatore, in modo da poter operare liberamente nel territorio. A dire il vero una cosa analoga si era già vista anche ad Abu Dhabi e in Baherein, a dimostrazione di quanto sia importante, oramai, trovare un punto di incontro tra i due mondi, quello degli asset digitali e quello della finanza tradizionale.

Restando in ambito europeo, poi, agli inizi di maggio di quest’anno, Binance ha raggiunto un altro importante traguardo nel Paese della Ville Lumière, dove è stato registrato come “Digital Asset Service Provider”, in breve DASP, dall’autorità di regolamentazione del mercato azionario francese, l’AMF, acronimo di Autorité des Marchés Financiers.

Visto il fermento generale venutosi a creare in questi ultimi anni intorno al mondo della tecnologia blockchain e delle criptovalute, è divenuto necessario per gli exchange trovare un modo di convivere con gli organismi istituzionali, dando così la possibilità agli utenti di operare con maggior tranquillità.