Britcoin, il nuovo CBDC del Regno Unito

Arrivano novità nel settore crittografico dal Regno Unito. La Bank of England, ovvero la banca centrale dell’Inghilterra, ha annunciato di aver creato – unitamente ad HM Treasury (ovvero il Tesoro di Sua Maestà, corrispondente nei fatti al nostro Ministero delle Finanze) – una task force, che si impegnerà negli studi preliminari e nello sviluppo di una CBDC – ovvero un Central Bank Digital Currency. Tale moneta dovrebbe potersi chiamare Britcoin, e nelle intenzioni dovrebbe essere una moneta che mira ad affrontare i problemi riscontrati nelle criptovalute convenzionali, come Bitcoin (BTC).

Non è il primo di questi progetti su scala mondiale: abbiamo visto come in Cina, già da mesi, avesse effettuato numerosi esperimenti per promuovere il suo Yuan digitale; tuttavia, è evidente come possa essere interessante vedere l’effetto di una moneta elettronica anche nel contesto di un’economia così diversa come quella inglese, fatta di persone con abitudini ben diverse  da quelle orientali.

Il Britcoin inglese

Leggendo il comunicato della Bank of England, Britcoin non dovrebbe andare a sostituire i contanti e i depositi bancari qualora la banca riuscisse a portare correttamente a termine i propri piani.

La CBDC inglese inizialmente coesisterà con le valute legali, di modo da lasciare il tempo ad aziende e clienti di capirne a pieno il funzionamento. Secondo quanto riferito, Britcoin darebbe modo agli utenti di tenere un rapporto diretto con la BoE , integrando il ruolo degli istituti di credito nel sistema finanziario del Regno Unito.

A livello legislativo, però, il governo del Regno Unito non ha ancora deciso se lanciare un CBDC. In un annuncio, la BoE ha dichiarato:

“Il governo e la Banca d’Inghilterra non hanno ancora deciso se introdurre una CBDC nel Regno Unito e si impegneranno ampiamente con le parti interessate sui vantaggi, i rischi e le modalità pratiche di farlo”.

Quali autorità nella task force CBDC?

Ad oggi, la task force britannica è attualmente composta da due entità (Bank of England ed HM Treasury), ma non si esclude che altre autorità vengano aggiunte a tempo debito. Al momento, infatti, i compiti della task force si limitano a comprendere come coordinare le varie agenzie che potenzialmente potranno essere coinvolte nel progetto. Inoltre, cerca di organizzare l’esplorazione degli obiettivi, delle applicazioni, delle opportunità e dei rischi coinvolti nell’emissione di una CBDC.

Artefice della realizzazione di questa iniziativa sono Jon Cunliffe, Vice Governatore della Banca d’Inghilterra per la stabilità finanziaria, e Katharine Braddick, Direttore generale dei servizi finanziari di HM Treasury: tra i primi obiettivi del loro lavoro vi sarà anche quello di monitorare e comprendere a fondo l’evoluzione di altre CBDC internazionali (a partire da quella cinese) per ottimizzare la procedura della CBDC del Regno Unito.

Nel frattempo verrano anche creati due forum di discussione, il primo dedicato alle discussioni non strettamente tecnologiche sui CBDC e sulle ripercussioni che queste avranno anche all’interno della società civile. Il secondo invece tecnologico, al quale parteciperanno operatori del settore che potranno così liberamente discutere dell’eventuale implementazione di una sterlina digitale: entrambi avranno il ruolo di dare ad ogni esperto ed appassionato la possibilità di effettuare osservazioni costruttive al fine di istituire nel miglior modo possibile questa nuova moneta.

Tuttavia, il primo nodo critico è già emerso: impostata in questa maniera, il CBDC non riserverebbe alcuna privacy agli utilizzatori, dal momento che la banca centrale avrebbe eventualmente il controllo delle transazioni, contrariamente peraltro a Bitcoin e a tutte le criptovalute in generale.