E se Jeff Bezos comprasse tutti i Bitcoin del mondo?

Una delle aziende più virtuose al mondo, ormai da oltre un ventennio, è Amazon. Fondata a Seattle nel 1994 dal visionario Jeff Bezos con un modesto investimento finanziario, è diventata in pochi anni – complice anche l’ingresso in borsa – l’azienda numero uno al mondo riguardante il commercio online.

La scalata imprenditoriale di Jeff Bezos non ha conosciuto sosta, e via via Amazon ha inglobato all’interno della sua sfera commerciale marchi importantissimi quali Twitch, Washington Post, Alexa, Imdb, A9 e molti altri ancora.

Bezos, pertanto, possiede un azienda che fattura qualcosa come 240 miliardi di euro all’anno, con un patrimonio personale che si aggira addirittura attorno ai 140 miliardi di dollari. Cifra incredibile che fa di Bezos l’uomo più ricco dell’età contemporanea.

Una delle più grandi società di mining del mondo, la Genesis Mining, per voce del suo responsabile generale Philip Salter, si è chiesto cosa accadrebbe al mercato delle criptovalute se Jeff Bezos decidesse di acquistare per sé tutti i Bitcoin del mondo.

Bitcoin è acquistabile in toto?

Ci sono alcune valutazioni da fare. Attualmente la fornitura di Bitcoin sparsi nel mondo è pari a 18 milioni di monete (alcune delle quali andate irrimediabilmente perdute da chi, nei primi anni, non ha posto particolare attenzione alla loro conservazione o ha perso la password del wallet).

E’ vero altresì che il market cap attuale di Bitcoin è pari a 135 miliardi di dollari, quindi in teoria Bezos potrebbe pareggiare il volume totale utile ad acquistare ogni BTC. Avanzerebbe addirittura qualche miliardo per il disturbo.

In realtà, però, ciò che potrebbe davvero fare Jeff Bezos è acquistare tutti i BTC presenti negli Exchange , ovvero quelli considerati liquidi; non potrebbe in alcun caso comprare quelli conservati nei wallet di ogni singolo utente se questo decidesse di tenerli.

Infatti, una colossale operazione di questo tipo avrebbe ripercussioni facilmente prevedibili sul mercato delle criptovalute: una volta acquistata una buona dose dei Bitcoin in vendita, succederà che mancando sempre più l’offerta coloro che stanno “conservando” i BTC nei propri portafogli saranno sempre meno invogliati a vendere, dal momento che il prezzo delle singole monete è destinato ad impennarsi verso l’alto.

E’ una delle più classiche leggi del mercato: meno vi è quantità di un bene, più ne sale il prezzo.

Bezos Amazon Bitcoin

Un Bezos a secco anzitempo

Con molti ordini di acquisto, la liquidità terminerebbe in fretta e l’aumento di prezzo ne limiterebbe presto il potere di acquisto.

Tra le ipotesi contemplate da Salter, a questo punto, la possibilità che Bezos si possa rivolgere a dei mercati non regolamentati (quindi al di fuori degli Exchange tradizionali, mediante il cosiddetto trading over the counter) oppure che Bezos stringa dei veri e propri accordi con i miners. Peraltro avrebbe il vantaggio, considerando queste ultime due modalità, di non far alzare eccessivamente il prezzo del BTC.

Ma in ogni caso non riuscirebbe ad accaparrarseli tutti.

Bezos, per ora niente da fare

L’analisi di Salter, volutamente provocatoria e senza alcuna finalità concreta nel mondo delle cripto monete, si conclude con una semplice valutazione: al momento, anche l’uomo più ricco del mondo non potrebbe minimamente mettere in crisi un settore come quello delle criptovalute, che ormai ha preso una fisionomia tale per cui risulterebbe impossibile vederlo tutto in mano ad una singola persona. Con buona pace di Jeff Bezos.