Il Bitcoin nel Regno Unito, tra Covid e Brexit

Uno dei maggiori interrogativi, in relazione al mondo delle criptovalute, è quello relativo all’impatto dei macro-avvenimenti socio-politici ed economici: spesso ci si chiede, ad esempio, quale sia stato l’impatto del covid sul Bitcoin, oppure l’incidenza delle elezioni presidenziali americane sul mercato crittografico.

Eventi che, indubbiamente, pesano negli investimenti sulle monete elettroniche.

Un altro evento di grande importanza, nel quadro politico internazionale, è senza dubbio la Brexit, ovvero l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

L’exchange Paxful si è chiesto quale possa essere l’impatto di questo avvenimento nel mondo delle cripto.

Brexit e criptovalute

Un’indagine eseguita dalla piattaforma Paxful ha evidenziato come l’instabilità a livello finanziario ed economico causata da macro avvenimenti come l’imminente Brexit e la pandemia globale da Covid-19, abbiano spinto i cittadini del Regno Unito ad un maggiore interesse relativamente ad acquisto, conservazione ed impiego di criptovalute.

L’indagine si è concentrata sulla condizione economica e finanziaria dei cittadini del Regno Unito,  tenendo presente in modo particolare gli accordi  – non ancora del tutto nero su bianco – tra Regno Unito e Unione Europea.

Il Regno Unito, come sappiamo, si accinge ad uscire dall’Unione Europea nel contesto di uno dei momenti più difficili e duri della storia, per via della terribile pandemia che sta mettendo in ginocchio sanità ed economia. Vero è che nessuno, né il governo britannico né i cittadini, avrebbero potuto prevedere la violenza della pandemia e delle sue conseguenze disastrose a livello economico.

La corsa alle cripto

Questa clamorosa concomitanza di eventi sta costando al governo qualcosa come 14 miliardi di sterline al mese, minacciando in questo modo tutte le certezze dei cittadini britannici, unitamente alla personale stabilità economica.

Ed è proprio quest’ultima incertezza a spingere i risparmiatori d’oltre Manica verso un bene ormai considerato di rifugio, ovvero Bitcoin e criptovalute.

Nel corso del 2019 un sondaggio effettuato dalla Financial Conduct Authority (FCA) ha rivelato che il 73% degli inglesi non conoscevano le valute digitali e solo il 3% di essi, fino a quel momento, le aveva acquistate. Un anno dopo, dal sondaggio commissionato da Paxful, emerge un quadro totalmente cambiato. Il 20% della popolazione adulta del Regno Unito, infatti, ad oggi possiede delle criptovalute. Questo aumento di risparmiatori e investitori nel campo crittografico, contestualmente, indica anche un’impennata della conoscenza nel campo crittografico, che prima evidentemente non c’era.

Covid e criptovalute nel Regno Unito

L’arrivo del Covid-19 insieme alla concomitante Brexit ha poi convinto il 10% dei cittadini britannici a investire ulteriormente nelle criptovalute. Inoltre, ad oggi, il sondaggio evidenzia come il 51% degli adulti ha un sentimento nei confronti delle criptovalute che si potrebbe definire “neutrale”, mentre il 23% ha delle sensazioni positive e l’8% si definisce “molto positivo”.

Il co-fondatore di Paxful e CEO di Ray Youssef, in merito ha questo sondaggio, ha successivamente dichiarato:  “da quest’anno Londra possiede una delle comunità crypto più vivaci nel mondo, comprensivo di un profondo bacino di talenti per il settore fintech. Un focolaio innovativo sotto ogni punto di vista. Con la quantità di persone e talenti con una buona conoscenza tecnologica pensiamo che l’adozione e l’impiego delle tecnologie legate alle valute digitali sia imminente e che la Gran Bretagna e il Regno Unito siano pronti a sostenerle”.