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In arrivo Libra, la criptomoneta di Facebook

Quando Mark Zuckerberg scende in campo, ormai lo sappiamo, il mondo informatico (e non solo) va completamente in fibrillazione.

Lo è stato con Facebook, poi con Whatsapp e Instagram: sia che abbia creato o acquisito qualcosa, di lì in poi ha fatto la storia.

Pertanto, il fatto che l’attuale quinto uomo più ricco del pianeta stia pensando allo sbarco in grande stile nel mondo delle criptovalute, non può che farci drizzare le orecchie.

Il progetto Libra

Nel 2019, infatti, Zuckerberg –in compagnia del suo geniale staff informatico- ha varato Libra, un sistema di pagamento in criptovaluta gestito dalla Fondazione Libra Association.

Nel luglio dello scorso anno è stato pubblicato il codice sorgente della valuta, e il lancio è previsto entro la fine del 2020.

L’idea è che Libra possa essere utilizzata come moneta per transazioni e acquisti online.

Cos’è Libra Association?

Libra Association è una Fondazione composta da 28 membri, tra i quali numerose aziende con grossa esperienza nel mondo blockchain (Anchorage, Bison Trails,  Coinbase e Xapo), alcune dedicate ai pagamenti (come Mastercard , PayPal, PayU, Stripe e Visa), operatori dell’e-commerce e dell’hi-tech (Ebay, Farfetch, Lyft, Booking Holdings, Mercado Pago, Spotify e Uber), altri della telefonia(Iliad e Vodafone) , altre appartenenti alla sfera dei venture capital (come Andreessen Horowitz, Breakthroug Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital e Usv) sino ad arrivare a istituzioni e associazioni (come Creative Destruction Lab, Kiva, Mercy Corps e Women’s World Banking).

Grossomodo, quindi, sono presenti le migliori aziende di ogni realtà.

Come funziona Libra Coin?

La già rinominata “moneta di Facebook” ha pubblicato un white-paper decisamente eloquente. Nonostante 9 capitoli molto approfonditi, le prime due righe appaiono estremamente chiare: “The Libra Association’s mission is to enable a simple global payment system and financial infrastructure that empowers billions of people”.

In sostanza, Libra si vuole incaricare di fornire, tramite Facebook, un metodo di pagamento alle persone (si legge essere almeno 1,7 miliardi ) che non hanno accesso ai servizi finanziari.

Sfruttando la diffusione di Facebook, quindi, si vuole dare modo a tutti gli utenti di poter fruire di una criptovaluta; in particolare, si vuole sfruttare il fatto che il più famoso dei social sia arrivato anche in paesi in cui non vi siano banche, assicurazioni o sistemi fiscali degni di una civilità moderna. Con Libra, Zuckerberg spera di abbattere questi problemi.

Facebook e i servizi finanziari

Libra Association si pone – si legge nel white paper – come ente superpartes che mira a uniformare le disuguaglianze, che tramite la blockchain possono venire azzerate.

Libra vuol dare la possibilità ad ogni utente di Facebook di avere accesso ad un vero e proprio ambiente bancario on-line utilizzando unicamente uno smartphone, col quale spedire, accumulare e ricevere denaro .

Denaro elettronico che, peraltro, dovrebbe avere una sua stabilità in termini di valore, dal momento che ogni singolo token dovrebbe essere associato agli asset della Libra Reserve.

Su che wallet si conserverà Libra?

Il digital wallet di Libra si chiamerà Novi.

Libra Facebook

Nel sito dedicato si evince come la “moneta di Facebook” Libra sarà facilissima da usare: Niente chiavi pubbliche o QR code, per inviare denaro basterà accedere alla propria rubrica dei contatti sulle due app principali legate a Facebook, Whatsapp e Messenger. 

Novi infatti sarà sia un’applicazione direttamente scaricabile da Google Play e da Apple Store, ma sarà anche integrata in Whatsapp e Messenger. Questa semplicità di conservazione ed utilizzo ricalca fedelmente l’idea di creare una moneta fruibile, semplice e alla portata di tutti. (fine prima parte)

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