Kaspersky: nel 2021 rischio crimini crittografici

Kaspersky è un’azienda di sicurezza informatica tra le più note al mondo, che opera a livello globale dal 1997. I suoi software utili alla protezione dei personal computer sono tra i più diffusi nelle case e nelle aziende di ogni continente. Ad oggi, infatti, risultano essere oltre 400 milioni gli utenti che sono protetti dalle tecnologie di Kaspersky e oltre 250.000 le aziende che si avvalgono della sua sicurezza.

A dicembre di ogni anno, gli esperti Kaspersky esaminano i principali sviluppi della sicurezza informatica degli ultimi 12 mesi, per poi pubblicarli all’interno del Kaspersky Security Bulletin, che altro non è che una sorta di pubblicazione che rendiconta quanto emerso dalle analisi dell’azienda.

Andiamo a vedere, per sommi capi, ciò che emerso dall’analisi.

La digitalizzazione dell’istruzione e le minacce

Le misure di distanziamento sociale dettate dall’emergenza covid hanno profondamente modificato i sistemi educativi in tutto il mondo. La digitalizzazione, che è il principale denominatore comune di questi cambiamenti, continuerà la sua marcia anche nel 2021. E’ stato fatto uso, anche a scopo educativo, di una larga quantità di social e piattaforme video, fattori anche questi destinati ad essere molto utilizzati. Parallelamente, all’aumento del numero degli studenti online , saranno destinate a crescere anche le minacce alla privacy.

Ma non solo : secondo lo stesso report la delicata situazione sociale creata dal coronavirus si rifletterà anche sul settore crittografico. Il risultato di questo nefasto 2020 si concretizzerà in un aumento di crimini legati al Bitcoin, l’asset nettamente più noto del settore, il quale presumibilmente potrebbe essere involontario soggetto di frodi e altri crimini informatici. Del resto la probabile ondata di povertà dovuta alla pandemia di COVID-19 porterà inevitabilmente a un maggior numero di persone che ricorrono ad attività e crimini illeciti, incluso quello informatico.

Nello specifico, il passaggio maggiormente interessante del report recita:

“Potremmo vedere alcune economie crollare e valute locali precipitare, eventi che renderebbero il furto di Bitcoin molto più attraente. Dovremmo aspettarci più frodi, rivolte principalmente a BTC, essendo la criptovaluta più popolare”.

Probabile aumento per i casi di ransomware

Se il Bitcoin è al centro delle attività criminali in ambito crittografico, secondo Kaspersky si verificherà anche un probabile aumento della diffusione dei cosiddetti ransomware, ovvero l’attività tesa a prendere il controllo di sistemi informatici con l’installazione di un software malevolo che ne cripta i dati e porta i disonesti autori a chiedere un riscatto.

Riscatto che il più delle volte viene chiesto sotto forma di Monero, che abbiamo visto essere una moneta incredibilmente attenta alla privacy e molto meno tracciabile di Bitcoin. Tanto che già nel 2020 gli organi di sorveglianza statunitensi si sono notevolmente adoperati per arginare il crescente problema.

Gli hacker e il vaccino Covid

Dopo questa premessa su criptovalute (con Bitcoin in modo particolare), il trattato Kaspersky si conclude evidenziando come sarà il settore sanitario ad essere messo nell’occhio del ciclone da parte dei criminali informatici, dal momento che l’incredibile campagna di vaccinazione che ci aspetta (senza precedenti nella storia dell’uomo) è destinata a coincidere con un ambito nucleo di dati personali che le autorità sanitarie (Governi, aziende farmaceutiche, Società sanitarie locali) raccoglieranno.

Chissà che non sia proprio la blockchain ad aiutare la raccolta dei dati, garantendone peraltro privacy e corretta conservazione.