Kraft entra nel Metaverso: neanche il food è immune alla realtà virtuale

Che il Metaverso stia letteralmente spopolando è un dato di fatto; che lo stiano esplorando anche noti brand e aziende che non vogliono restare esclusi da questa nuova frontiera digitale, ormai è un qualcosa di assodato. Quello che forse può sorprendere è che anche i colossi del food siano interessati ad accaparrarsi uno spazio virtuale nel Metaverso. Verrebbe da chiedersi come sia possibile che un’esperienza tanto materiale e vitale come quella legata al cibo e al mangiare possa essere dematerializzate e apprezzata in una realtà che è l’esatta antitesi della materialità, ossia la realtà virtuale del Metaverso. In realtà il principio è sempre lo stesso, quello che spinge a voler rendere i propri avatar, i propri alter ego, personalizzati e customizzati al massimo, a volerli rendere unici e riconoscibili tra tanti. Questo, infatti, il mondo della moda l’ha capito benissimo e sta sfruttando la possibilità nel modo migliore, creando, nel caso di alcuni importanti brand come Gucci, addirittura specifiche capsule collection specifiche per il web3.

Andiamo scoprirne di più, invece, per quanto riguarda l’industria del settore alimentare.

Le novità di Kraft Food Group riguardano tutte la blockchain

Per il food vale un po’lo stesso concetto: creare un ristorante virtuale in cui gli utenti avatar possano guadagnare dei premi e delle risorse virtuali spendibili altrove, NFT e altro ancora.

Al momento, per quanto riguarda il caso specifico di Kraft, sappiamo solo che sono stati depositati i brevetti NFT (per esteso token non fungibili) e Metaverse per molte dei suoi marchi: nel dettaglio, l’avvocato dei marchi autorizzati dell’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USTPO), il celebre Mike Kondoudis, ha scritto in un tweet in cui annuncia come Kraft Foods abbia bloccato i marchi di Philadelphia, Kraft, Jell-O, Velveeta, Kool-Aid, Lunchables e Oscar Mayer. Una volta fatta richiesta allo United States Patent and Trademark Office, i marchi saranno tutelati per l’utilizzo in ambito virtuale, per i token digitali e per i ristornati del metaverso.

Non è ancora sicuro che l’azienda abbia deciso di lanciare a stretto giro le offerte e le promo virtuali legati ai marchi, potrebbero intanto averli fermati per testare le reazioni degli utenti.

Kraft, comunque, non è nuova a sperimentare novità legate alla tecnologia blockchain. Infatti, uno dei marchi del gruppo, Oscar Mayer, lo scorso anno aveva deciso di mettere all’asta su eBay un pacchetto di Hot Doge Weiners, ossia un pacchetto di wurstel tematizzato Doge Coin, con inclusi 10000 Doge Coin in regalo. Infine, qualche mese fa, Kraft ha stretto una partnership con Microsoft volta a potenziare la rete di approvvigionamento e rifornimento dei propri punti vendita, grazie all’ottimizzazione delle operazioni consentita dall’introduzione della tecnologia blockchain.

Food e Metaverse: ci pensano anche i fast food come Mc Donald’s

Il fascino e le opportunità del Metaverso non potevano non tentare il colosso dei fast food, Mc Donald’s. Il noto franchise ha, infatti, registrato una decina di marchi atti a permettergli l’apertura di almeno un paio di ristoranti proprio nel Metaverso. L’idea è quella di offrire un’esperienza virtuale che coinvolga diversi aspetti sensoriali, dalla vista all’udito. Nei locali poi, si potranno far socializzare gli avatar, unendo il cibo virtuale a musica e intrattenimento. Mc Donald’s, pensa poi di abbinare all’esperienza virtuale anche quella reale, potenziando la rete del domicilio: in questo modo ordinando nel Metaverso il proprio Mc Menu, ne sarà recapitato uno vero anche a casa propria.

Inoltre, la possibilità data dal digitale permette si sperimentare nuovi prodotti e nuovi abbinamenti, piatti esotici e particolari, che verranno in un certo senso testati prima di un ipotetico lancio nel mondo reale. Certo, ci si dovrà affidare solo al loro aspetto per giudicare, ma si sa, si mangia prima con gli occhi, no?