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Le principali blockchain della rete: CHAINLINK

Ogni nuova tecnologia, per quanto futuristica e ben progettata, nella maggior parte dei casi conserva qualche imperfezione tecnica. E anche quella relativa alle criptovalute non fa eccezione: c’è sempre qualcosa – a livello di software – da perfezionare. A questo proposito, nasce Chainlink.

ChainLink è uno degli ultimi progetti blockchain che si prefiggono l’obiettivo di risolvere una difficoltà insita nei sistemi di criptovalute. Nello specifico, quello di abbinare gli smart contract a dei fattori off-chain, affinchè i “contratti intelligenti” risultino ancor più completi.

Chainlink ha le sue origini fondamentalmente nel 2014, quando fu fondata a settembre l’azienda Smartcontract.com , con lo scopo di creare un ponte di dati tra blockchain e dati esterni alla rete. In seguito, l’azienda ha programmato Chainlink nel 2017, progetto utile al soddisfacimento della mission. In quella data, Smartcontract.com raccolse 32 milioni di dollari dopo aver mostrato alla rete l’idea Chainlink.

La mainnet di Chainlink è stata infine pubblicata su Ethereum il 1 giugno 2019.

Da chi è composto il team?

Il core team dietro la criptovaluta Chainlink comprende fondamentalmente due persone, il CEO Sergey Nazarov e il CTO Steve Ellis. Nazarov è un imprenditore specializzato negli investimenti nel mondo crittografico dal 2011. Prima di avviare SmartContract,com, ha fondato anche le aziende Secure Asset Exchange (Exchange di critpovalute) e CryptoMail (servizio di posta elettronica decentralizzato).

Steve Ellis, il CTO, è stato uno dei co-fondatori di SmartContract e ha collaborato con Sergey alla realizzazione del suddetto Secure Asset Exchange. Ha anche lavorato come ingegnere informatico presso l’azienda informatica Pivotal Labs.

Il team di consulenza di ChainLink include Ari Juels, professore di Computer Science e co-direttore dell’IC3; Andrew Miller, consulente di ZCash e Tezos e infine Brian Lio, CEO dell’azienda Smith and Crown Company.

Premessa: cosa sono gli smart contract?

Abbiamo abbondantemente visto cosa siano gli smart contract e come funzionino. Sinteticamente, potremmo definirli “infrastrutture decentralizzate” che vengono eseguite attraverso applicazioni informatiche.  A differenza di un contratto “tradizionale”, scritto su carta e applicabile per legge, uno smart contract  impone il rispetto del contratto attraverso un codice crittografico. Essendo in una rete decentralizzata, non c’è modo di manometterla o interferire con la sua esecuzione. 

Gli smart contract hanno un limite oggettivo, ovvero quello di non essere in grado di interagire con risorse esterne quali i sistemi bancari, le API e i feed di dati. In questo senso, Chainlink – come vedremo – si occupa di collegare le risorse off-chain alla blockchain.

Chainlink è un sistema che usufruisce di una tecnologia basata sull’utilizzo dei cosiddetti “oracoli”, che altro non sono che anelli di congiunzione tra la blockchain (e quindi gli smart contracts) ed il mondo reale e che hanno il solo ed unico obiettivo di passare informazioni agli smart contracts, nel momento determinate condizioni del mondo reale si verificano.

Gli oracoli servono a trasmettere dati, ma sono a tutti gli effetti  soggetti  centralizzati e quindi soggetti a possibili errori.

Chainlink è un network formato da nodi i quali ottengono dati provenienti direttamente dalle cosiddette “APIs” ( Application Programming Interfaces ) derivanti dalle applicazioni. La sicurezza dei dati forniti è garantita perchè gli Smart Contracts possono scegliere su quali e quanti nodi puntare.

Tutti i nodi, ovviamente, posseggono  una reputazione, utile ad assicurare che questi stiano lavorando correttamente.

ChainLink funziona –l’abbiamo detto – collegando l’ecosistema blockchain ad applicazioni esterne. Da un lato, si connette alla blockchain e dall’altro è integrato con un’API. La soluzione si basa sugli oracoli, che aiutano a limitare la fiducia in una singola parte e lavorano senza soluzione di continuità in un’infrastruttura decentralizzata.

Le funzioni principali di ChainLink dipendono da due processi: i cosiddetti On-Chain e Off-Chain. Gli smart contract in ChainLink sono “consapevoli esternamente”, il che significa che possiedono una componente che li mette nella condizione di interfacciarsi con applicazioni non blockchain. L’infrastruttura on-chain, invece, aiuta nella selezione dell’oracolo e nella creazione di un “registro Oracle”.

Una volta creato, l’accordo viene eseguito off-chain prima di venire trasportato all’infrastruttura opposta, quella on-chain. Tutti i componenti dell’infrastruttura possono essere aggiornati e perfezionati.

Attualmente, la soluzione funziona su Ethereum, ma verrà aggiornata in futuro per consentire anche transazioni tra diverse blockchain, che in questo modo andrebbero ad integrarsi.

ChainLink – come stiamo vedendo – si basa sull’idea prevalente di colmare il divario tra contratti intelligenti, blockchain e fonti esterne, fornendo il metodo di effettuare interazioni sia off-chain che cross-chain. Per effettuare qualche esempio, possiamo dire che Chainlink arricchisce i contratti intelligenti con altri tipi di informazioni essenziali che altrimenti non verrebbero considerate, come ad esempio le seguenti: 

  • Tassi di interesse della banca centrale;
  • Tassi di cambio correnti;
  • Metodi di pagamento off-chain; 
  • Dati di spedizione e doganali; 
  • Risultati sportivi;
  • Previsioni meteorologiche

E molto altro ancora..

Oracle e decentralizzazione

La natura decentralizzata di ChainLink e la differenza rispetto ad altri protocolli Oracle diviene evidente quando si prende in considerazione il concetto di distribuzione Oracle e quello di distribuzione sorgente in ChainLink. La distribuzione delle sorgenti e la distribuzione degli Oracle sono le chiavi per la sicurezza e la decentralizzazione della rete Oracle. In sintesi viene fatto in modo che gli oracoli estraggano i propri dati da una pluralità di fonti, e ciò li aiuta a mantenere una buona “reputazione di rete”.

Gli ambienti di esecuzione affidabili, o TEE per oracoli, sono stati aggiunti a Chainlink alla fine del 2018 quando Town Crier è stata acquisita da Chainlink. La combinazione di TEE con calcoli decentralizzati offre a Chainlink un ulteriore livello di sicurezza per i singoli operatori di nodi. I TEE conferiscono il vantaggio di consentire tutti i calcoli eseguiti da un nodo privato, anche dall'operatore del nodo stesso. Ciò aumenta l'affidabilità complessiva della rete Oracle perché impedisce a qualsiasi nodo di manomettere i calcoli eseguiti.

Casi d'uso

Il più grande sviluppo finora in ChainLink è rappresentato dalla sua partnership con la rete di transazioni bancarie SWIFT. Ammettiamolo, SWIFT è una delle più grandi reti finanziarie globali e un tale rapporto potrebbe portare a molte altre partnership nel settore finanziario, dalle banche, ai processori di pagamento, alle compagnie assicurative.

SWIFT sta sviluppando il cd. SWIFT Smart Oracle con l'aiuto di ChainLink e ciò rende possibile l’integrazione tra i due.

Un altro aspetto positivo è che ChainLink ha oggi poca concorrenza, e anche chi sta lavorando allo sviluppo di “blockchain Oracle” è molto indietro rispetto a Chainlink.

Il token LINK è stato sotto pressione ribassista per tutto il 2018, ma questo è vero per l'intero mercato delle criptovalute. Dopo aver toccato un minimo a giugno 2018, ha avuto una bella ripresa fino a raggiungere il proprio massimo storico, ed oggi troviamo Chainlink alla posizione numero 6 dell’intero CoinMarketCap.

Il valore che Chainlink ci porta è nella capacità di fornire oracoli affidabili che possano essere combinati in modo efficiente e sicuro in reti oracolari. Il lavoro in corso di Chainlink consiste nel raggiungere questo obiettivo consentendo ai singoli utenti di selezionare i singoli nodi della massima qualità e quindi aggregare i nodi in reti Oracle resistenti agli attacchi Sybil. Chainlink fornisce misure di sicurezza adeguate a garantire che queste reti possano funzionare come trigger di smart contract affidabili. Un metodo utilizzato dalla rete Chainlink per consentire ai suoi utenti di selezionare i singoli nodi della massima qualità è quello di fornire i dati necessari che mostrano quanto bene i nodi stiano soddisfacendo le singole richieste.

Chainlink Explorer è il mezzo per assicurarsi che tutti questi dati siano disponibili per gli utenti. È stato lanciato a maggio 2019 insieme al lancio sulla mainnet di Ethereum ed è progettato per fornire informazioni sulla funzione dei nodi Chainlink. Il team di Chainlink sta pianificando di espandere le capacità dell'explorer per fornire livelli più approfonditi di conoscenza riguardo al funzionamento di ogni singolo nodo. Ciò includerà varie metriche sull'affidabilità e la velocità del nodo stesso, quali dApp e contratti hanno utilizzato un particolare nodo, e i dati sull'adempimento degli impegni di ciascun nodo. Man mano che le transazioni reali aumenteranno sulla mainnet, il team si aspetta di avere una maggiore quantità di prove verificabili per l'affidabilità di ogni Oracle, fornendo agli utenti e una maggiore visione delle prestazioni di Oracle. Una volta che il team è stato in grado di creare un framework basato sui dati che consentano agli utenti di scegliere gli operatori dei nodi, saranno in grado di dividere i nodi in reti Oracle che ottengono il decentramento.

Per raggiungere questo livello, il team sta lavorando su livelli di aggregazione attraverso le reti Oracle, cercando di fornire la sicurezza e l'efficienza necessarie. Un passo in questa direzione è stato un nuovo approccio all'utilizzo delle cd. firme di soglia. Il vantaggio principale che queste assicurano è che consentono agli oracoli di verificare le proprie firme in catena, il che fornisce una maggiore sicurezza e lo fa nel modo più efficiente.

Oltre a creare reti Oracle efficienti, sicure e altamente decentralizzate, Chainlink sta anche cercando di diventare la più grande fonte di input e output di contratti intelligenti. Uno degli obiettivi per raggiungere questo stadio sarà quello di rendere lo sviluppo di contratti intelligenti tanto rapido quanto lo è oggi lo sviluppo di applicazioni web. Analogamente al modo in cui gli sviluppatori web sono in grado di attingere da un ampio pool di API e flussi di dati, gli sviluppatori di contratti intelligenti saranno in grado di attingere da una raccolta di input e output fornita da Chainlink.

Ciò renderebbe Chainlink la blockchain di riferimento per sviluppatori di smart contracts