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Maurizio Gasparri: “Aboliremo Bitcoin!”

Nelle ultime settimane, il contesto politico italiano ed internazionale, relazionato all’ambito crittografico, è stato più volte chiamato in causa fondamentalmente per le manovre in corso utili a trovare una collocazione giuridica e fiscale a Bitcoin e criptovalute in generale.

In seguito a questo servizio, un giornalista ha chiesto all’ex Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri quale fosse la sua impressione. La risposta del 65enne Gasparri è stata piuttosto eloquente:

“I bitcoin sono una roba assurda, chi li usa si condanna da solo. Vanno messi al bando. Lo proporrò in Senato”

In questo contesto, stona un po’ l’uscita del presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia, che non solo ha pesantemente criticato Bitcoin, ma anzi ha annunciato di proporne il bando al Senato.

Gasparri sul Bitcoin

Tutto è cominciato in seguito ad un servizio apparso sul tg satirico “Striscia la Notizia” nel quale, complice il grosso apprezzamento che Bitcoin sta avendo in questo inizio 2021, si cercava di dare al pubblico una panoramica di carattere generale su BTC e criptovalute in genere; servizio in cui, ovviamente, erano altresì menzionati i rischi sia di truffe che di perdita repentina di valore, grazie alla enorme volatilità della regina delle cripto.

Dichiarazione piuttosto perentoria e in controtendenza con i tempi che stiamo vivendo. Tuttavia, è doveroso ricordare che non è la prima volta che il senatore viene chiamato a commentare BTC: nel 2018, infatti, a seguito del calo di valore di quell’anno si espresse con le eloquenti parole

“Crolla il valore dei Bitcoin, ma guarda un po’… Ma chi si fidava di ‘sta roba? Una buona lezione per gli speculatori che hanno tentato profitti e per i fessi che hanno abboccato…”

Precedente che, paradossalmente, non può che indurre all’ottimismo.

Un disegno di legge contro Bitcoin?

Detto  che le parole di Gasparri sembrano un po’ una boutade utile a far solo discutere, molti si sono chiesti cosa teoricamente potrebbe succedere. Quello che effettivamente Gasparri potrebbe pure fare è presentare eventualmente un disegno di legge, depositarlo in Senato e aspettare l’iter necessario perché l’atto faccia il proprio percorso.

Tuttavia, al netto della crisi di Governo che stiamo vivendo in questi giorni (nonché degli altri problemi che gravano sul nostro Paese) è anche vero che Gasparri attualmente fa parte dell’opposizione di Governo, status che lo obbligherebbe a cercare nella maggioranza i numeri utili a far approvare la propria proposta.

La attuale maggioranza del Movimento 5 Stelle, comunque, è sempre stata particolarmente attenta al tema di blockchain e criptovalute.

Questo fa sì che, in questo momento storico, la richiesta di Gasparri sia destinata con ogni probabilità a cadere nel vuoto.

La decentralizzazione di Bitcoin

Ma non è solo il quadro politico a rendere impervia la riflessione dell’ex Ministro, dal momento che – come ben sappiamo – la natura del Bitcoin e delle criptovalute è decentralizzata e senza organi di controllo: data la natura della blockchain, quindi, anche un remoto “ban” potrebbe rivelarsi difficilissimo da attuare e da gestire, non solo dal punto di vista politico (come abbiamo visto) ma anche proprio da un punto di vista tecnologico.

L’ipotesi, anche per questo motivo, sembra essere piuttosto remota, quantomeno in questo periodo.