No all’inflazione: e’ in arrivo l’halving di Bitcoin

Uno dei principali aspetti per cui Bitcoin conserva un vantaggio sostanziale rispetto alle valute fiat, (ovvero, banconote e monete in corso d’uso) è quello di essere pressoché immune all’inflazione.

Questo perché la genialità progettuale di Satoshi Nakamoto ha fatto si che si fissasse un tetto massimo di Bitcoin e una data ben precisa in cui la distribuzione della moneta sarebbe arrivata al suo apice, senza possibilità di ulteriore produzione.

Nel 2025 il 95% dell’intera produzione sarà estratto, mentre il rimanente 5% sarà distribuito entro il 2140.

Questa produzione calmierata è un effetto dell’halving, ovvero il calo progressivo delle ricompense per i miners. E un grosso halve avverrà tra meno di un mese.

Andiamo a vedere, per sommi capi, ciò che sta per accadere.

Come funziona il mining?

Il mining dei Bitcoin è il sistema tramite il quale vengono convalidate le transazioni che avvengono nella Blockchain di Bitcoin (detta anche Bitcoin Core), e vengono registrate all’interno di un database centralizzato.

E’ una funzione di duplice importanza: da un lato, la potenza computazionale di numerosi pc certifica la bontà e la sicurezza della rete Bitcoin, dall’altro chi presta le proprie risorse informatiche riceve una precisa ricompensa in termini di Bitcoin (o frazioni di esso).

Che cos’è il Bitcoin Core?

Il Bitcoin core è un network strutturato sui cosiddetti “nodi decentralizzati”. Ognuno, volendo, può diventare un nodo della rete: basta solo scaricare l’intera blockchain sul proprio PC. Alcuni tra questi nodi svolgono anche il ruolo di miners, contribuendo quindi a mantenere la rete operativa. 

I miners vengono ricompensati attraverso due canali: uno, derivante dalle commissioni di rete (le cosiddette fees sostenute per effettuare una transazione); due, con i Bitcoin coniati al momento della creazione di ogni blocco.

Tutti i nodi della rete che svolgono la funzione di miners hanno a disposizione un certo numero di macchine hardware (in base all’investimento iniziale) che forniranno la potenza di calcolo necessaria alla validazione delle transazioni all’interno del Bitcoin core.

Ogni 10 minuti le transazioni verificate sono raccolte in un blocco della grandezza di 1 MB e tutti i miners sono letteralmente in competizione tra loro per completare il cosiddetto processo di validazione, attraverso la soluzione di un complicatissimo problema matematico posto alla base dell’algoritmo che regola il mining, chiamato Proof of work (POW). Per la risoluzione del problema, ovviamente, serve la potenza computazionale di numerosissimi processori informatici, motivo per il quale la cosiddetta “competizione” risulta piuttosto dura. Esistono infatti delle vere e proprie “pool” di utenti che uniscono le loro forze nell'intento di certificare il blocco.

Il primo miner che risolve l’enigma crittografico certificherà la bontà del blocco e lo aggiungerà conseguentemente alla blockchain, così da assicurarsi la ricompensa (block reward).

Ad oggi, inizio 2020, per ogni blocco validato e aggiunto alla blockchain il “minatore” ottiene una ricompensa di ben 12,5 Bitcoin. 

Che cos’è l’Halving di Bitcoin?

Vi è una quantità predeterminata di blocchi – 210 mila ad essere precisi – dopo la quale la ricompensa ricevuta dai miners si dimezza.

Basti pensare che nel 2009, all’atto dell’estrazione dei primi Bitcoin, i risolutori guadagnavano la mirabolante cifra di 50 BTC. Nel 2012, dopo i primi 210 mila blocchi, si è passati a 25 Bitcoin di ricompensa; dal 2016, poi, si è scesi a 12,5 per blocco risolto. Dal prossimo mese, maggio 2020, al compimento del blocco numero 630 mila (tre volte 210 mila), la ricompensa scenderà a 6,5 Bitcoin!

Il fenomeno di “ricompensa decrescente” è appunto chiamato “Halving”.

E’ interessante notare come, per la sua natura , Bitcoin è destinato a scendere progressivamente in termini di inflazione percentuale.

Halving Bitcoin

Conclusioni

Anzitutto, è bene sottolineare che dopo gli halving del 2012 e del 2016, Bitcoin ha sostenuto un’ascesa particolarmente importante.

In questo caso, però, la salita non è garantita, dal momento che nei primissimi giorni post halving è possibile che si verifichi la cessazione dell’attività di alcuni miners che potrebbero ritenere la soglia di ricompensa di 6,5 BTC troppo basso.

Tuttavia, è verosimile che gli effetti positivi dell’halving si verifichino nel corso del 2020, vuoi per il tasso di inflazione estremamente basso in cui BTC si colloca, vuoi per gli effetti sull’economia della situazione derivante dall’emergenza Coronavirus, che potrebbe, come detto, muovere il mercato verso una forma di investimento alternativa.