Home Ultime Notizie Paris Hilton vende un suo dipinto con Ethereum

Paris Hilton vende un suo dipinto con Ethereum

Paris Hilton, famosa ereditiera dell'omonima catena di hotel, ha venduto all'asta un dipinto digitale del suo gatto per circa 40 ETH, un controvalore di circa 17.000 dollari. Ciò è stato reso possibile dalla piattaforma di aste Cryptograph, lanciata di recente e basata sulla blockchain di Ethereum.

“È un ritratto disegnato a mano di uno dei suoi gatti di nome Munchkin”, ha spiegato il tema di Cryptograph, aggiungendo che “questo è il primo NFT in assoluto di Paris e quindi il fatto che sia un ritratto di un gattino è piuttosto appropriato come NFT direbbe qualcuno, vista la poco velata similitudine con CryptoKitties

Come funziona Cryptograph?

Cryptograph consente a personaggi famosi di mettere all'asta le loro opere d'arte digitali sotto forma di token non fungibili (NFT) memorizzati sulla blockchain di Ethereum. È possibile contribuire a diversi enti di beneficenza durante il predetto processo.

Una volta che la proprietà delle opere d'arte viene archiviata sulla blockchain di Ethereum, un codice intelligente consente loro di fornire contributi di beneficenza dilazionati nel tempo.

Ogni Cryptograph venduto sulla piattaforma supporta una specifica causa di beneficenza ed ogni volta che un Cryptograph viene successivamente negoziato, raccoglie automaticamente denaro per il collegato ente di beneficenza, il creatore, e la società creatrice di Cryptograph “Perpetual Altruism”.

Sarà il creatore di ogni dipinto digitale a selezionare quale ente di beneficenza riceverà una parte delle commissioni di vendita del token.

Il primo Cryptograph messo all'asta si intitolava “Quadratic Funding“, creato proprio da Vitalik Buterin, ideatore di Ethereum. Il pezzo è rappresentativo della visione di Buterin di un nuovo metodo di finanziamento per i servizi pubblici, e Vitalik stesso ha riassunto il concetto di Quadratic Funding, affermando che: “In linea di principio il modello incentiva gli individui a contribuire volontariamente con importi che insieme segnalano a un governo quanto la società nel suo insieme apprezzi un bene pubblico, quanto dovrebbe essere speso per e dove dovrebbero essere diretti i finanziamenti“.

Il Cryptograph creato e venduto da Vitalik Buterin ha raccolto all’asta ben 77,35 ETH l'11 luglio.

Come accennavamo la piattaforma Cryptograph è una creazione di Perpetual Altruism, società con sede nel Regno Unito, che tenta di “allineare le motivazioni del profitto con quelle d'impatto sociale“. Associando contributi di beneficenza ad un token che potrebbe essere scambiato tendenzialmente per sempre senza mai consumarsi, Perpetual Altruism ha in effetti creato un sistema di beneficenza perpetuo, che non si basa nemmeno sulla società attualmente esistente.

Anche se dovessero scomparire tutte le infrastrutture di base e gli ecosistemi di smart contract oggi esistenti, i token NFT potrebbero comunque continuare ad esistere e a generare profitti.

L’asta di Paris

A partire dal 12 agosto, l'asta per il dipinto della Hilton ha totalizzato solo quattro offerte, comprese tra 2 e 40 ETH. Il vincitore, un utente dallo pseudonimo di “Adirolls”, si è aggiudicato l'asta lo scorso 15 agosto. In precedenza, il medesimo investitore aveva già acquistato anche altre opere d'arte realizzate sia dal fondatore di Bitcoin.com Roger Ver, che dal ricercatore della Ethereum Foundation Vlad Zamfir, rispettivamente per 7 e 25 ETH.

I profitti dell'asta effettuata da Paris Hilton andranno ora a beneficio di tre enti di beneficenza focalizzati sull'alimentazione e l’alloggio dei più vulnerabili: Los Angeles Regional Food Bank, Meals on Wheels, e Backpack Bed for Homeless.

Curiosamente, questa non è la prima incursione che Paris Hilton fa nello spazio crittografico. In un tweet che ora è stato cancellato e risalente al settembre 2017, la stessa aveva dichiarato che “Non vedo l'ora di partecipare alla nuova vendita di token @LydianCoinLtd“, aggiungendo poi l'hashtag “ThisIsNotAnAd”. Il fondatore di LydianCoin, con sede a Signapore, ha finito poi per scontare una pena detentiva in carcere.