Save The Children punta sulle criptovalute per aiutare i bambini ucraini

Abbiamo visto quanto il potere delle criptovalute possa generare beneficio in una situazione drammatica come quella che sta vivendo attualmente il popolo ucraino: le donazioni arrivate per mezzo di monete elettroniche sono doppiamente preziose, poiché appunto non legate a governi o istituzioni centrali, e permettono quindi di operare in modo autonomo nelle transazioni, così come possono aggirare le difficoltà di spostamento di capitale all’estero. Inoltre, si può tranquillamente affermare, senza timore di smentite, che Bitcoin, Ethereum e le altre criptovalute sono diventate una sorta di bene rifugio al pari di oro e bond.

Se da un lato, Bitcoin e compagni, hanno permesso anche alla Russia di prender fiato mentre l’Europa e il Mondo Occidentale gli infliggevano pesanti sanzioni economiche, non si può non costatare come stiano fornendo importante sostegno a Kiev e ai suoi abitanti, senza dimenticare gli sforzi delle associazioni umanitarie ovviamente.

Prendiamo ad esempio il caso di Save The Children, che coniuga il suo impegno con il mondo delle cripto.

Andiamo a vedere di che si tratta.

Save The Children lancia #savewhitcrypto

Come accennato poco sopra, le raccolte fondi e quelle di generi di prima necessità sono una risorsa preziosa quanto indispensabile per i territori che si trovano nel bel mezzo di guerre e conflitti. Nello specifico Save The Children si occupa da sempre del benessere e della salvezza dei bambini, che come nel caso attuale, stanno vivendo situazioni drammatiche e di estremo pericolo. A causa della guerra tra Kiev e Mosca, infatti, si stima che i bambini sfollati in Ucraina siano quasi tre milioni, mentre quelli fuggiti dal confine e rifugiatisi nel Paesi confinanti siano oltre due milioni.

Save The Children ha quindi deciso di affiancare al suo solito e costante impegno in difesa dell’infanzia, anche una serie di progetti legati al mondo della tecnologia blockchain, in modo tale da poter raccogliere fondi in criptovalute. La sezione italiana ha lanciato la campagna #SaveWithCrypto, la sua prima raccolta fondi in monete elettroniche. Le monete accettate sono più di venti, e vedono tra le altre Bitcoin, Cardano, Ethereum e USD Coin. Andando sull’apposita pagina web dedicata, ogni donato può generare in modo dinamico l’indirizzo di un wallet indicando l’importo che ha scelto di devolvere all’associazione.

Inoltre, l’organizzazione non governativa con sede a Londra, ha promosso anche un’altra iniziativa in ambito blockchain, ma che in questo caso coinvolge il mondo della cripto art, il progetto “CryptoArt4Children”, in collaborazione con Wrong Theory: in questo caso i ricavati ottenuti dalla vendita degli NFT verranno devoluti alla causa.

Non è la prima volta che Save The Children opera grazie all’ausilio di monete elettroniche, già nel 2013 è stata la prima Ong ad accettare donazioni in Bitcoin, per far fronte ai danni devastanti causati nelle Filippine dal tifone Haiyan.

Le criptovalute assumono un ruolo sempre più fondamentale nel conflitto tra Russia e Ucraina

Guardando le cose da questa prospettiva, dunque, non stupisce come si siano succedute richieste di donazioni proprio in moneta elettronica anche da parte del governo ucraino. In un contesto di questo tipo, sono ovviamente ben accette tutte le tipologie di donazione, da quelle di beni di prima necessità a quelle monetarie, ma certamente quelle elargite per mezzo di asset digitali sono sicure e immediate, grazie alla tecnologia blockchain che ne permette la creazione e il trasferimento.

In questi mesi abbiamo assistito ad una vera e propria mobilitazione per cercare di andare in soccorso del popolo ucraino, rispondendo in modo generoso all’accorato appello del ministro Mykhailo Fedorov di donare criptovalute, ad esempio. Inoltre, non va dimenticato come anche i più noti exchange si siano adoperati per bloccare le operazioni in moneta elettronica da parte dei cittadini russi, al fine di rendere più efficaci le limitazioni e le sanzioni imposte dagli Stati Occidentali.