Ci sarebbe Edward Snowden dietro la creazione di Zcash

Poter operare ed eseguire transazioni in modo privato e sicuro sono due dei cardini che stanno alla base del mondo della blockchain e delle criptovalute. Dai più celebri Bitcoin, a Ethereum, passando per le meme coin come Dogecoin, tutte queste monete elettroniche hanno in comune il garantire riservatezza a chi esegue la transazione, così come a chi la riceve. Le criptovalute, infatti, sono celebri per il loro rispetto della privacy e il loro essere completamente slegate dalle regole dettate dalle istituzioni e dagli organi di Stato, così come dai meccanismi degli istituti bancari, che controllano il flusso monetario di ogni regione: non deve, quindi, stupire che proprio Edward Snowden sia uno degli sviluppatori della più nota privacy coin, Zcash.

Andiamo a vedere insieme in che modo è stata coinvolta la più celebre “gola profonda” del Mondo, nella realizzazione di questo progetto.

Lo sviluppo di Zcash

Sviluppata nel 2016 da un team di persone, di cui una era sempre rimasta nell’ombra sotto lo pseudonimo di John Dobbertin, Zcash è una particolare criptovaluta che fa della riservatezza il suo punto di forza.

In questi giorni, però è finalmente emerso il volto che si cela dietro il nome fittizio di Dobbertin, e altri non è che il segnalatore di illeciti, o whistleblower come si autodefinisce, Edward Snowden.

Zcash è famosa in parte anche grazie all’eco avuto dall’operazione di lancio della moneta stessa, una sorta di vera e propria performance che ha visto coinvolti l’ideatore de progetto, Zooko Wilcox, Peter Van Valkenburgh, ricercatore di Coin Centre, Andrew Miller, docente all’università dell’Illinois e Peter Todd, sviluppatore di Bitcoin.

Grazie al successo ottenuto, nello stesso anno sono state messe in circolazione monete Zcash per un ammontare corrispettivo di circa due miliardi di Dollari.

Zcash: la criptovaluta che assicura completa privacy e il ruolo di Snowden

Prima di addentrarci sulle peculiarità che contraddistinguo Zcash, la criptovaluta denominata anche privacy coin, è bene andare a rivedere brevemente chi sia Snowden, in modo da poter comprendere meglio perché sia così importante la sua presenza in un progetto che punta tutto sulla privacy.

Edward Joseph Snowden è innanzitutto un informatico, ex tecnico della CIA e collaboratore in un’azienda consulente della NSA, la National Security Agency americana. Nel 2013 diventa celebre per aver reso noti pubblicamente diversi dettagli di programmi top secret legati a sorveglianza on line e telefonica dei governi di Stati Uniti e Gran Bretagna, nei confronti dei propri cittadini. Da sempre, infatti, il tema della privacy è a lui estremamente caro e non ha mai smesso di battersi in tal senso, tanto da aver criticato aspramente anche i colossi Apple e Google per la loro collaborazione con il governo statunitense per la sorveglianza in rete dei dispositivi IOS e Android.

Date queste doverose premesse, appare lampante quanto sia cruciale la garanzia di privacy legata al progetto Zcash: a differenza delle criptovalute come Bitcoin ed Ethereum, Zcash usa un sistema di crittografia denominato zero knowledge proof, che rende invisibili tutti i dettagli della transizione, impedendo che qualcuno possa seguire la transazione. Durante la procedura di lancio della moneta, chiamata Cerimonia, i sei sviluppatori hanno garantito che la chiave provata era stata generata in modo tale che nessuno potesse tenerla o rigenerarla. Dopo il set up, quindi, la chiave doveva essere distrutta. Il rischio di contraffazione, però, non era stato del tutto eliminato, così nel 2019 è stato eseguito un intervento che ha portata a una nuova versione della moneta, che ora garantisce la totale eliminazione di questo rischio, eliminando di fatto il set up e basandosi su un metodo crittografico retto da curve ellittiche.

Non stupisce, quindi, che dietro a questa moneta via sia colui che per antonomasia ha sempre difeso il valore della privacy.