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La Slovenia punta tutto su blockchain ed NFT

Il mercato, è ormai evidente, si sta sempre più avvicinando al mondo della blockchain: fare acquisti con le criptovalute è sempre più facile e immediato, nei vari marketplace online così come nei negozi fisici, coinvolgendo le realtà più disparate, dalla moda alle automobili, passando per l’immobiliare.

Ecco che quindi risulta chiara la necessità di agevolare l’uso delle monete digitali, e non certo di ostracizzarlo. Gli istituti bancari e i governi centrali, però, non la pensano così, vedendo nelle cripto il loro rischio di perdere controllo e potere sui flussi finanziari.

Fortunatamente, però, non tutti i Paesi la pensano così, ma anzi c’è chi fa di tutto per promuoverne l’uso e agevolarne i possessori.

Andiamo a scoprirne di più.

Flat tax e agevolazioni per i cripto lovers: la Slovenia incoraggia le transazioni in moneta elettronica

Proprio mentre l’Unione Europea tenta di regolamentare e mettere un freno alla speculazione e all’uso dei cripto asset, la Slovenia decide di puntare sui Bitcoin agevolandone i possessori.

Infatti, da poco più di una settimana il governo sloveno ha deciso di introdurre la flat tax al 5%, oltre ad un esonero per le plusvalenze attestate sotto ai dieci mila Euro per coloro che operano con gli asset digitali. Questa decisione è stata preceduta dalle norme del Parlamento Europeo volte a limitare le criptovalute: la proposta della Commissione Econ prevede l’impedimento dell’invio e della ricezione di cripto monete da e verso i portafogli digitali dei privati, definiti in gergo unhosted wallet. Ovviamente risulta subito chiaro quanto questa proposta vada contro la natura stessa delle criptovalute e della blockchain in generale, che fonda la propria ragion d’essere sulla garanzia della privacy, sulla decentralizzazione e sulla sicurezza delle transazioni. La motivazione che spinge verso queste restrizioni ufficialmente riguarda la volontà di evitare che si utilizzino criptovalute per riciclare denaro.

Queste norme, se entreranno in vigore, costituiranno anche un aggravarsi dei costi sostenuti dagli exchange che dovrebbero sobbarcarsi l’onere di controllare le varie tipologie di wallet coinvolte in ogni transazione. Fortunatamente, al momento non è ancora stato approvato nulla e si spera che verranno redatte delle modifiche prima della definitiva approvazione.

Ora che è stato chiarito il contesto, risulta ancora più importante la scelta intrapresa dallo stato sloveno, che invece di limitare le cripto, cerca di promuoverle e favorirle con ogni mezzo, arrivando ad abbassare la tassazione a tutti coloro che decideranno di investire nelle monete digitali. Riprendendo quanto visto prima, nel dettaglio, i residenti fiscali in Slovenia potranno, quindi, beneficiare di una flat tax del 5% da applicare alle plusvalenze superiori ai dieci mila Euro, mentre vedranno azzerata la tassazione delle plusvalenze sotto tale cifra. Non è una novità in senso assoluto per il governo sloveno, che già in passato aveva un regime di tassazione più basso rispetto a quello italiano, ma si tratta comunque di un bel passo verso Bitcoin e compagnia.

Gli NFT che promuovono il turismo sloveno: nuova frontiera del marketing

Non solo agevolazioni fiscali, comunque: l’Ente del Turismo sloveno ha infatti visto le potenzialità della blockchain applicate anche al proprio settore, in particolare attraverso la creazione di NFT dedicati in modo particolare al mercato italiano.

Il progetto prevede la creazione di un sito web dedicato e di una NFT Card: con la card si avrà accesso ad un codice univoco per creare scaricare nel proprio wallet un NFT, scelto tra i tanti presenti nel sito dedicato. Si potrà scegliere tra contenuti digitali dedicati, esperienze virtuali, video, foto e molto altro, sempre legati ovviamente all’offerta turistica e alle bellezze della regione.

Infine, sempre utilizzando NFT dedicati, i tour operator potranno certificarsi e validare i loro corsi di formazione.

Il progetto vuole rendere noto al grande pubblico che il Paese non solo è al passo coi tempi, ma ne è addirittura precursore, chiarendo ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, la sua posizione nei confronti del mondo delle criptovalute.