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Le principali blockchain della rete: NEO

Quando la Cina si muove, in ogni settore dell’economia e della finanza, fa paura. Gli impegni e gli sforzi profusi risultano pachidermici, e il più delle volte Pechino riesce a collocarsi in una posizione di vertice in questo o quel settore.

Anche nel settore delle criptovalute, lo sappiamo, il paese asiatico sta freneticamente cercando una posizione di leadership: ne è una prova la criptovaluta NEO, che risulta essere una temibilissima concorrente –nel settore crittografico – per la più nota Ethereum.

Che cos’è NEO?

La criptovaluta NEO è stata creata, unitamente alla sua blockchain, basandosi sull’idea che fosse la tecnologia  l’ingrediente fondamentale per cambiare il futuro, grazie alla tanto decantata “smart economy”,  ovvero il tanto ambito connubio tra tecnologia ed economia.

Con il termine smart economy si intende letteralmente “economia intelligente”, che concretamente si riflette nel processo che –tramite l’utilizzo di risorse tecnologiche – risulta facilitato e, per questo, di più semplice concretizzazione. Risorse che, come vedremo in seguito, in questo caso sono accumunate da una estrema facilità di comunicazione e di relazione, generata dall’utilizzo di NEO.

NEO, infatti, gestisce infatti gli smart contracts  e le identità digitali connesse all’interno della piattaforma, mediante il pagamento in criptovaluta. Esattamente come avviene nell’universo Ethereum.

Secondo i creatori di NEO, la differenza principale sarebbe insita nella blockchain, che risulterebbe migliore rispetto a quella di ETH in termini di scalabilità, ovvero capacità della piattaforma di resistere agli aumenti delle transazioni.

Perché il nome NEO?

Anzitutto una precisazione: questa criptovaluta originariamente aveva un altro nome. Era infatti nota come Antshares. Poi però, quando nel 2017 gli sviluppatori l’hanno presentata a Microsoft, hanno deciso di abbinarvi un nome più solenne, che potesse restare maggiormente impresso. NEO, infatti, in greco significa “novità”.

NEO: la storia

La criptovaluta NEO nasce nel 2014 col nome di Antshares dai programmatori cinesi Da Hongfei e Erik Zhang, due tra i tecnici più rinomati nel settore crittografico cinese.

Il lancio del progetto si concretizzò poi nel 2015, col rilascio del white paper e la pubblicazione del codice sorgente sul sito Github, unitamente al lancio della ICO utile a raccogliere i fondi per la prosecuzione del progetto. ICO che ha raccolto – in tre momenti diversi – un totale di circa 33 milioni di dollari.

Come già accennato, Antshares diventa NEO nel 2017 con una sorta di “rebranding” da parte del team degli sviluppatori; sempre in quell’anno tocca i suoi massimi storici, per poi scendere di valore (come del resto tutte le criptovalute dopo il boom 2017).

Oggi NEO occupa stabilmente un posto nella “Top 20” delle criptovalute presenti nella rete, grazie al suo market cap (a settembre 2020) pari ad oltre 1,5 miliardi di dollari.

Da Hongfei

Come acquistare NEO?

L’utilizzo di NEO passa attraverso l’adozione di un wallet online, che in questo caso si chiama “Light Wallet”, che permette l’acquisto dei token NEO.

Una volta procurato il portafoglio digitale, vi sono due strade:

  1. Quella di recarsi nel sito ufficiale di NEO, ed effettuare un versamento di denaro sullo stesso portale, ottenendo il corrispettivo in termini di criptovaluta;
  2. In alternativa, è sufficiente recarsi su uno degli Exchange online che permettono la compravendita di NEO (ad esempio Binance o Bittrex vanno benissimo) e convertire dei Bitcoin in NEO, per poi riporli nel sopra citato Light Wallet.

Quali sono le differenze tra NEO ed Ethereum?

NEO, l’abbiamo detto, si propone come alternativa alla notissima blockchain Ethereum, dal momento che anche la criptovaluta cinese non si pone sul mercato crittografico come semplice token, bensì come ecosistema finanziario a sé stante vero e proprio, esattamente seguendo il concetto alla base di Ethereum.

Infatti, il tratto in comune più evidente è quello costituito dalla possibilità di rilasciare, sia per NEO che per ETH, degli smart contracts.

Dovendo cercare dei punti non in comune, potremmo dire che la tecnologia NEO si prende fondamentalmente alcuni vantaggi di carattere tecnologico, come ad esempio quello di poter sfruttare il linguaggio Java, GO e Python, a differenza di Ether (che invece si basa solo sul linguaggio denominato “Solidity” per la sua blockchain) . NEO, in questo modo, si prefissa di attirare più sviluppatori, proprio perché più aperta a svariati strumenti di lavoro.

Il prezzo di NEO

A settembre 2020, come detto il market cap di NEO supera gli 1,5 miliardi di dollari, con un volume di scambi giornaliero che si attesta sui 326 milioni.

Il singolo token ha un valore di circa 22 dollari, lontano dai fasti 2017 ma nettamente in ascesa rispetto allo stesso periodo del 2019, quando una singola moneta NEO valeva qualcosa come 8 dollari.

Il futuro, pertanto, sembra essere roseo per la prima alternativa ad Ethereum.

L'obiettivo di NEO

Secondo il loro white paper , gli obiettivi di progettazione di NEO sono quelli di raggiungere un'economia intelligente con una rete distribuita e risorse digitali autogestite mediante utilizzo di contratti intelligenti ed identità digitali. In altre parole, come dichiarato sul loro sito web: Risorse digitali + identità digitale + contratto intelligente = economia intelligente

Le risorse digitali sono risorse che esistono in un formato digitale ed elettronico. La tecnologia blockchain consente una digitalizzazione sicura, affidabile, trasparente e decentralizzata delle risorse, nonché del loro commercio, registrazione e circolazione. Le risorse digitali possono essere collegate a risorse fisiche tramite identità digitali e le risorse registrate tramite un'identità digitale convalidata sono soggette a protezione legale.

Identità digitale

L'identità digitale è la rappresentazione elettronica delle informazioni sull'identità di individui, organizzazioni e altre entità. Neo si impegna a conquistarne il mercato globale, facendo di imprese e grandi società il loro obiettivo principale. Questo spiega perché il team è occupato in primo luogo nell'introduzione di identità digitali.

La verifica dell'utente viene eseguita utilizzando un set di standard di identità digitale quali caratteristiche facciali, impronte digitali, voce, SMS e altri metodi di autenticazione a più fattori.

Contratto intelligente

Neo ha sviluppato un sistema di contratto intelligente indipendente chiamato NeoContract. Come descritto dal loro white paper: “Il sistema di smart contract NeoContract è la caratteristica principale dell'ecosistema esistente. Gli sviluppatori non hanno bisogno di imparare un nuovo linguaggio di programmazione, ma utilizzano C#, Java ed altri linguaggi di programmazione tradizionali nei loro ambienti IDE familiari (Visual Studio, Eclipse, ecc.)”.

Oltre alla vasta gamma di linguaggi di programmazione che possono essere utilizzati, NeoContracts ha alcuni altri vantaggi che gli sviluppatori apprezzeranno sicuramente. Uno di questi è la possibilità di fare riferimento al timestamp registrato ad ogni nuovo blocco che viene generato sulla blockchain. Un nuovo blocco viene aggiunto alla blockchain ogni 15 secondi, il che significa che i timestamp forniscono dati temporali precisi (con scarto di 15 secondi) applicabili per la scrittura di contratti intelligenti. 

Infine, NeoContracts consente agli utenti di memorizzare i dati sulla blockchain e accedervi in ​​base alle autorizzazioni assegnate; i dati possono essere disponibili per tutti i contratti in rete (pubblico), oppure solo per quei contratti a cui è associato (privato).

Modello economico

L'ecosistema Neo ha due token nativi: Neo (NEO) e NeoGas (GAS). 

NEO

NEO è il “token azionario” che dà diritti di gestione della rete come ad esempio votare su questioni importanti riguardanti gli aggiornamenti chiave. Poiché Neo utilizza un modello di criptovaluta orientato al business, i token NEO possono essere paragonati alle azioni di una società; sono indivisibili, il che significa che non puoi possedere una parte di un “singolo NEO” e il solo fatto di detenerli consente di accumulare dividendi sotto forma di GAS.

NeoGas

GAS è il token di utilità utilizzato per pagare i servizi di contabilità e tutte le altre operazioni eseguite sulla piattaforma, come la creazione di un contratto intelligente o la registrazione di un nodo di contabilità. Come suggerisce il nome, i gettoni GAS sono il carburante della rete Neo; la rete addebita ai propri utenti l'archiviazione dei token e il loro funzionamento e tali commissioni vengono distribuite tra i nodi sotto forma di GAS quale ricompensa per la loro attività e le risorse investite, fungendo da incentivo economico dell'ecosistema. 

Il dBFT – meccanismo di consenso in Neo

Quando è necessario prendere decisioni importanti sulla rete, in che modo un sistema decentralizzato come NEO -composto da nodi non correlati ed inaffidabili- raggiunge il consenso?

Questo problema di raggiungere un accordo tra più parti indipendenti e autonome è già stato analizzato quando abbiamo parlato di teoria dei giochi.

L'algoritmo dBFT propone che fintanto che ⅓ dei votanti non agisce in modo malevolo, il consenso può essere raggiunto. Ciò significa che ⅔ degli utenti deve concordare la mossa successiva per giungere ad una decisione. Nel caso in cui i nodi contabili non riescano a raggiungere un consenso, viene scelto un nodo diverso per proporre un proprio blocco per la convalida.

Miglioramenti futuri

Come affermato nel white paper, “Il sistema NEO utilizzerà DBFT, NeoX, NeoFS, NeoQS e molte altre tecnologie originali, a fungere da infrastruttura per l'economia intelligente del futuro”. Abbiamo già spiegato l'algoritmo di consenso dBFT, ma cosa sono NeoX, NeoFS e NeoQS

In sostanza, NeoX è un protocollo cross-chain il cui obiettivo principale è abilitare l'interoperabilità tra diverse blockchain. 

NeoFS (File Storage) è un'altra risorsa promettente sviluppata da NEO che ha lo scopo di fornire ai suoi utenti un sistema di archiviazione decentralizzato. Si basa su una tecnologia chiamata DHT (Distributed Hash Table) che indicizza i dati tramite l'hashing del contenuto.

NeoQS (Quantum Safe) è un meccanismo crittografico progettato per resistere agli attacchi dei computer quantistici.

Bitcoin, Ethereum e la maggior parte delle criptovalute si affidano a sistemi crittografici per proteggere la trasmissione dei dati. La crittografia di questi sistemi si basa sulla difficoltà del “problema di fattorizzazione del prodotto di due grandi numeri primi”. Mentre il “problema del factoring” può tenere a bada i tentativi di hacking dei comuni computer digitali, lo stesso non si può dire per i computer quantistici.

Ciò è stato dimostrato nel 1994 da Peter Shor , professore di matematica applicata al MIT. Il professore ha dimostrato che un computer quantistico potrebbe risolvere il “problema del factoring”, il che significa che l'avvento dei computer quantistici mette potenzialmente a rischio tutte le criptovalute che si affidano ai metodi di crittografia tradizionali. NEO ha affrontato questo problema introducendo due problemi computazionali post-quantistici. In altre parole, NeoQS è una costruzione destinata a fornire la sicurezza dei dati contro i computer quantistici che rendono inutili i meccanismi di crittografia esistenti.